Il blitz tra Catania e Messina: indagato lascia il carcere, Riesame stabilisce obbligo di dimora
La decisione dopo il ricorso della difesa di Antonino De Luca
«Sostituisce la custodia cautelare in carcere applica ad Antonino De Luca con la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza». Questa è la decisione del Tribunale del Riesame nei confronti di De Luca, che è stato arrestato nell’ambito del blitz antidroga che ha riguardato il clan Cintorino di Calatabiano. Il collegio, presieduto da Giuliana Sammartino (giudice estensore Laura Benanti), ha accolto in parte il ricorso presentato dalla difesa, l’avvocato Belinda Zisa, annullando la misura in riferimento al reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Nell’ordinanza del gip sono inserite le intercettazioni nelle quali De Luca discute con Cristian Cintorino (nipote del capomafia) di cessioni di droga. Ma per il Tribunale della Libertà le conversazioni non sono sufficienti a dimostrare il vincolo associativo. «Dai discorsi di De Luca e Cintorino - scrive il Riesame - non emerge, affatto, la compenetrazione dell’acquirente abituale nell’organizzazione fornitrice dello stupefacente. Lo stesso si riforniva abitualmente da terzi, tanto che Cintorino gli proponeva di praticargli lo stesso prezzo o di rivolgersi in alternativa ai suoi stessi canali. Inoltre i quantitativi acquistati, nell’arco di tre mesi 700 grammi, non appaiono di tale rilievo da comportare, nel caso di una loro interruzione, un effetto destabilizzante, nè per la consorteria, nè per l’acquirente che, come appena ricercato, aveva ben altri canali». Sulle esigenze cautelari il Tribunale ha ritenuto che - visto il tempo decorso dai fatti oggetto di contestazione - «la misura di massimo rigore non sia proporzionata e debba essere sostituita dall’obbligo di dimora».