Il Ponte, il Wwf e la polemica sulle rotte migratorie: «A rischio 327 specie»
Ma la società con l'ad Ciucci smentisce: «Non è vero»
Ponte sullo Stretto
Il Ponte sullo Stretto, con le sue strutture, i suoi cavi, pendini e impalcati, occuperà uno spazio aereo pari a 70.000 metri quadrati: «Una enorme barriera sulla rotta delle 327 specie censite sullo Stretto».
Lo ha scritto il Wwf in una lettera ai senatori in occasione dell0ok al dl Infrastrutture che, tra l’altro, prevede la possibilità di cantierizzare per fasi costruttive separate il progetto, dopo l’approvazione alla Camera.
«I voti di fiducia con cui il Governo intende saltare il confronto tecnico-scientifico, oltre che economico, sull'opera - è il messaggio del Wwf - non permetteranno comunque di saltare anche i contenziosi che la procedura fin qui seguita e che evidentemente si intende continuare a seguire provocherà in sede nazionale ed europea».
Lo Stretto di Messina è considerato, ricorda una nota, tra i 28 siti di rotte migratorie più importanti del mondo ed è per questo sottoposto ad una serie di vincoli previsti dalla normativa comunitaria recepita a livello nazionale.
Cosa dice la società Stretto di Messina
Il decreto Infrastrutture «apporta alcuni perfezionamenti sulle procedure già in atto, con l'obiettivo di ottimizzare la costruzione dell’opera, contenendo tempi e costi» ha detto in una nota l’ad della società Stretto di Messina Pietro Ciucci, ricordando che la società «sta portando avanti l’aggiornamento progettuale e l’iter autorizzativo nel pieno rispetto della normativa, compreso l'aggiornamento degli studi ambientali (Via; VIncA, relazione paesaggistica, verifica preventiva interesse archeologico), e nessuna attività lavorativa potrà essere avviata senza la preventiva approvazione del Cipess, con tutti i pareri ambientali previsti».
Come già comunicato, entro il 12 settembre Stretto di Messina provvederà ad inviare le integrazioni richieste alle commissioni Via-Vas del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Soltanto successivamente, e comunque entro il 31 dicembre, avrà luogo l’esame da parte del Cipess ai fini dell’approvazione del progetto definitivo». L’ad nella nota replica alle osservazioni avanzate dal Wwf secondo le quali il Ponte sullo stretto occuperà 70mila mq sulle rotte migratorie di 327 specie.
«Stretto di Messina ha, da sempre, mostrato grande attenzione nei confronti dell’ambiente. Un monitoraggio ambientale ante operam, durante i lavori e post operam, - continua Ciucci - è stato previsto sin dalle prime fasi progettuali, con particolare attenzione ad atmosfera, ambiente marino, acque superficiali e acque sotterranee, suolo e sottosuolo, flora e fauna, ecosistemi, rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, paesaggio, stato fisico dei Luoghi e viabilità dei cantieri, ambiente sociale. La società conosce l’importanza strategica delle rotte migratorie sullo Stretto di Messina e ha ripreso ormai da mesi il monitoraggio, mediante utilizzo di radar orizzontali e verticali che consentono la localizzazione dei volatili, registrando l’altitudine del loro passaggio. Tali studi, i cui esiti saranno resi pubblici, hanno ulteriormente confermato che solo una parte delle rotte migratorie interessa l'area in cui sarà realizzato il ponte e che tali rotte sono ubicate prevalentemente ad altitudini superiori a quelle delle strutture dell’opera».