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Il retroscena dopo la sparatoria di viale Grimaldi: i santapaoliani "chiamati" per evitare la guerra

Nelle carte dell'inchiesta Ombra si cita il famoso scontro armato tra Cappello e Cursoti Milanesi

Laura Distefano

26 Luglio 2024, 14:19

Sparatoria a Librino

Hanno fatto tutti scena muta, anche se qualcuno ha deciso di fare dichiarazioni spontanee. Alcuni arrestati del blitz Ombra, accusati di associazione mafiosa, hanno raccontato alla gip Marina Rizza di non essere affiliati dei Santapoala-Ercolano. Ieri mattina, al carcere di Bicocca, si sono svolti gli interrogatori di garanzia alla presenza della pm Raffaella Vinciguerra e dei difensori. Troppo poche 24 ore di tempo per poter approfondire le contestazioni contenute in oltre 200 pagine di ordinanza.
Sono le intercettazioni le protagoniste di un’inchiesta condotta dalla squadra mobile che punta ai piani alti della famiglia di Cosa nostra. Ciccio Russo ha cercato di rimanere defilato e nonostante gli inviti a «non nominarlo» qualche chiacchierone ha pronunciato nome e cognome. Fornendo un assist formidabile agli investigatori di via Ventimiglia. Russo, arrestato mercoledì all’alba nella sua casa ai confini tra Misterbianco e Catania, avrebbe fatto la sua prima “comparsa” poco prima della cattura di Ciccio Napoli a settembre 2022.


Il nipote di Ferrera (‘u cavadduzzu)- amante dei bei vestiti e del vino - e indicato da Santo La Causa come uno dei pochissimi “uomini d’onore riservati” del clan sarebbe stato tirato in ballo da Salvatore Iudicello quando Pietro Spinale, sedici giorni dopo il « famoso conflitto a fuoco avvenuto» al viale Grimaldi l’8 agosto 2020 «fra gli esponenti del clan Cappello - Bonaccorsi e quelli dei Cursoti milanesi» gli chiede «di intervenire quale mediatore, nella sua qualità di esponente di rilievo del clan Santapaola - Ercolano». Iudicello ha anche incontrato il defunto capomafia Rosario Piterà (‘u furasteri) manifestandogli “rispetto” - nell’accezione mafiosa - e assicurandogli che avrebbe chiesto ai suoi “superiori”.
Ma quando la notizia della sollecitazione di Spinale è arrivata a Salvatore Ercolano, fratello di Mario, è un papatrac. Anche Salvatore Fazio e Alberto Privitera, all’epoca capi dei gruppi di Cibali e della Stazione, «criticavano» aspramente la richiesta pervenuta che gli poteva addirittura costare la contestazione di “capo promotore” a livello giudiziario. Il suggerimento è stato quello di declinare l’istanza, consigliando a Spinale di rivolgersi direttamente al rappresentante provinciale. Iudicello quindi diceva a Spinale: «L’unico che se la può prendere, per quanto mi riguarda… l’unico è solo questo Ciccio». Non è dato sapere se poi Napoli sia stato interpellato.