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Incendi, vento di scirocco e punte di 35 gradi attesi in Sicilia: la Regione dichiara lo stato di crisi

Il presidente della Regione Siciliana, nel suo intervento all'Ars, ha precisato che la superficie forestale percorsa da incendi nell'Isola dall’inizio dell’anno si attesta a circa 61.000 ettari

Redazione La Sicilia

18 Ottobre 2023, 16:59

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Incendio

Si torna a parlare di incendi in Sicilia. Lo ha fatto il presidente della Regione siciliana Renato Schifani nel suo intervento all’Ars, nel corso del quale ha fornito dati e motivazioni (la maggior parte dei roghi sono frutto di mani criminali) e soprattutto ha annunciato che la giunta regionale ha dichiarato lo stato di crisi ed emergenza per il grave rischio incendi dovuto alle eccezionali situazioni meteo-climatiche previste per i prossimi giorni anche a seguito delle raccomandazioni dell’unità di crisi del dipartimento di Protezione civile nazionale. Lo stato di crisi è stato dichiarato per la durata di 10 giorni».

«La Regione richiamerà in servizio gli operai antincendio del Corpo forestale per fronteggiare al meglio le condizioni climatiche straordinarie previste in Sicilia nei prossimi giorni», ha affermato il governatore Renato Schifani.

Temperature in rialzo

Alla base della delibera, la relazione del capo del dipartimento della Protezione civile della presidenza della Regione, Salvo Cocina, che in particolare per domani, giovedì e venerdì, prevede forti venti di scirocco e temperature più alte delle medie con punte sui 35 gradi. Uno scenario che potrebbe favorire lo svilupparsi di incendi. Una previsione confermata anche dal dipartimento nazionale della Protezione civile che per la giornata di domani ha diramato l'avviso con allerta rossa per incendi in particolare nelle province di Trapani, Palermo e Messina.

Per aumentare la risposta operativa dei territori verranno richiamati in servizio, fino al 21 ottobre, 1.597 operai del Corpo forestale, che avevano già fatto parte della campagna antincendio cessata lo scorso 15 ottobre. Se necessario, il periodo di impiego potrà essere prolungato. Saranno in prima linea per le attività di presidio, pattugliamento ed eventuale lotta attiva alle fiamme. Assieme a loro, le associazioni di volontariato, coordinate dal dipartimento regionale della Protezione civile, a supporto sia del Corpo forestale della Regione che dei vigili del fuoco. Una decisione, quella della giunta, resa possibile, in deroga alle vigenti disposizioni, grazie alla dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale. Nominato anche un commissario delegato che coordini tutte le attività necessarie a fronteggiare le eventuali emergenze e le relative incombenze amministrative, così come previsto dalla legge regionale 13 del 2020. A svolgere tale funzione sarà il comandante del Corpo forestale della Regione, Giuseppe Battaglia.

Il governo Schifani ha già richiesto al Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza per le migliaia di incendi boschivi, di interfaccia e urbani che hanno colpito l’Isola dal 24 al 27 luglio e che hanno prodotto gravi danni al patrimonio boschivo e all’agricoltura, con, purtroppo, anche la perdita di cinque vite umane.

Boschi e terreni colpiti dagli incendi

«La superficie forestale percorsa da incendio in Sicilia dall’inizio dell’anno si attesta a circa 61.000 ettari, costituendo circa il 63% delle aree bruciate dell’intero territorio nazionale; Palermo è la provincia più colpita con 23.000 ettari investiti dal fuoco di cui il 18% boschi, a seguire la provincia di Agrigento con 9.900 ettari percorsi dal fuoco con il 2% di boschi; nel solo mese di settembre, si sono registrati 19 grandi incendi boschivi per un totale di 6.199 ettari di cui 931 di ecosistemi forestali», ha riassunto il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, nel suo intervento all’Ars, ricordando i due forestali vittima dei roghi, Matteo Brandi e Marinella Sigona.

«Per quanto riguarda l’incendio del 23 settembre nella provincia di Palermo, che ha visto coinvolti i territori dei comuni di Cefalù, Lascari, Gratteri e Collesano, la superficie complessiva percorsa da incendio risulta essere intorno ai 2 565 ettari, di cui il 40% in terreni a vocazione agricola - ha aggiunto -. La stragrande maggioranza degli incendi ha coinvolto aree agricole ed incolte. Le aree forestali coinvolte sono per la maggior parte afferenti alla macchia mediterranea e, in quota minore, a pinete o formazioni di latifoglie».

Il dolo dietro i roghi

«Nella gran parte dei casi, le cause degli incendi vanno ricondotte in comportamenti dolosi, spesso acclarati, e solo in secondo luogo in condotte negligenti e imprudenti. Diviene, quindi, un dato consolidato che le cause degli incendi, anche di quelli che hanno percorso il nostro territorio questa estate (la stagione degli incendi si è protratta fino ad ottobre inoltrato) sono, purtroppo, da imputare all’azione dolosa e solo in alcuni casi anche colposa dell’uomo. Siamo, pertanto, di fronte alla grave recrudescenza di un fenomeno criminale, in molti casi accompagnato da premeditazione, perpetrato in concomitanza con fenomeni meteorologici estremi che favoriscono la propagazione delle fiamme, e con sicuri profili associativi in considerazione dei molteplici punti di innesco rinvenuti dalle forze dell’ordine e dai nostri forestali», ha aggiunto il presidente della Regione siciliana.
«Questo fenomeno ha assunto ed assume i connotati di una vera e propria forma di criminalità incendiaria, per alcuni aspetti associativa e legata ad altre forme di criminalità per il cui accertamento attendiamo gli esiti dell’attività posta in essere dall’autorità giudiziaria - ha detto - Tale conclusione è ampiamente raggiunta dalle forze dell’ordine e dagli inquirenti, soprattutto in occasione degli incendi degli ultimi mesi, e costituisce la drammatica evoluzione di un fenomeno in atto nell’intero Paese».

«La lotta alla criminalità incendiaria, proprio perché colpisce la cittadinanza, l’ambiente e l’intero ecosistema, va condotta coinvolgendo tutte le componenti istituzionali dell’antincendio, le forze dell’ordine e l’intera popolazione. Siamo di fronte ad un fenomeno senza precedenti che impone l’adozione di misure straordinarie a livello nazionale e regionale».

Un progetto per la prevenzione

«Per rafforzare il contrasto e la prevenzione degli incendi il governo ha avviato la realizzazione di un progetto, di importo complessivo di 30.886.334,10 euro, finanziato dal Pon legalità a titolarità del ministero dell’Interno. Ho personalmente assunto l’iniziativa di recuperare il finanziamento per la realizzazione dell’intervento, oltre il termine del 31 dicembre 2023, ottenendo, grazie alla disponibilità del ministro degli Interni, che ringrazio per l’attenzione che ha mostrato verso le esigenze del nostro territorio, l’approvazione alla prosecuzione del progetto con l’utilizzo di risorse a valere sul programma complementare legalità 2014-2020 del ministero dell’Interno».

«Il progetto finanziato con il Pon Legalità permetterà, anche, l’ammodernamento del sistema di telecomunicazioni del comando del Corpo Forestale, con il passaggio dal sistema analogico al digitale, che costituisce uno strumento indispensabile sia ai fini delle attività di prevenzione e repressione degli incendi, che per l’espletamento dei compiti d’istituto demandati al personale del Corpo e per le attività di pronto intervento attinenti al settore della protezione civile», ha aggiunto.