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Inchiesta Borsellino, Scarpinato anticipò a Natoli le domande dell'antimafia?

L'ex magistrato ora componente della Commissione Antimafia: "Ricostruivo fatti per smentire bugie'

22 Settembre 2025, 16:16

scarpinato

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«Siamo inquietati e indignati dalla lettura delle conversazioni intercorse tra il senatore Roberto Scarpinato, ex magistrato e adesso componente per i 5Stelle della Commissione Antimafia, con il pm Gioacchino Natoli nell’imminenza della sua audizione sul dossier Mafia-Appalti e la morte del giudice Paolo Borsellino, che sono state oggi pubblicate con evidenza da alcuni quotidiani». Lo dichiarano i componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Antimafia. "Alla presidente Chiara Colosimo - si afferma in una nota - esprimiamo piena solidarietà, convinti che saranno i documenti e la verità dei fatti a seppellire coloro che non vogliono che sul delitto Borsellino sia fatta chiarezza. Da tempo Fratelli d’Italia denuncia la presenza di un conflitto di interessi, proprio riguardo la figura e il ruolo di Roberto Scarpinato, all’interno della Commissione. Proprio per questo ci eravamo fatti promotori di un disegno di legge volto a risolvere in maniera netta e definitiva queste distorsioni che possono rappresentare un vulnus all’azione della Commissione stessa. E queste conversazioni, che raccontano del tentativo di Scarpinato di anticipare le domande e concordare le risposte con l’audito Natoli, confermano che avevamo ragione e che non è più possibile rimanere ad assistere a un conflitto di interessi evidente. Ci attendiamo che gli stessi protagonisti di questa vicenda chiariscano i fatti. Cosa si inventerà adesso Giuseppe Conte, il quale in una conferenza stampa parlò di 'scempio istituzionale di FdI' difendendo Scarpinato? Il vero scempio istituzionale è quello a cui stiamo assistendo, a cui ci ha esposto il M5S che così facendo sta ostacolando il percorso verso la verità sul barbaro e drammatico attentato al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta».

«Dopo quasi un anno ritornano nella macchina del fango le intercettazioni di alcuni dialoghi tra me e il collega Gioacchino Natoli, storico componente del pool antimafia. Eppure in oltre 11 mesi nessuno è stato in grado di indicare una sola frase da cui risulti che concordavamo di nascondere il vero o di affermare il falso. Perché questo non è mai avvenuto. Con Natoli al telefono, quando né io nè lui eravamo al corrente dell’indagine su di lui, ci sforzavamo di ricordare e ricostruire in modo rigoroso elementi reali su Borsellino e sui giorni precedenti alla Strage, perché era già iniziata la campagna per diffondere una verità di comodo e preconfezionata, quella secondo cui Borsellino sarebbe stato ucciso perché voleva mettere le mani sull'indagine 'mafia-appalti' che sarebbe stata insabbiata dalla procura di Palermo». E’ quanto scrive in un nota il senatore M5S Roberto Scarpinato, dopo la pubblicazione su alcuni quotidiani di intercettazioni tra lo stesso Scarpinato e il pm Gioacchino Natoli. "L'affermazione che quell'indagine - prosegue - sia stata insabbiata è un’assoluta falsità, come dimostrato da centinaia di documenti, ordinanze di custodia cautelare, sentenze, richieste di autorizzazioni a procedere nei confronti di numerosi parlamentari. E con Natoli invece ricostruivamo i fatti veri confrontando i nostri ricordi. Per citare solo uno dei punti, chi conosce le intercettazioni sa bene che saltai sulla sedia quando Natoli mi disse una circostanza che ignoravo, e cioè che anche lui era stato presente alla riunione in procura del 14 luglio 1992, nella quale io invece ero assente, e mi confermò che in quella sede si parlò della parziale archiviazione di un filone di 'mafia-appalti" - poi riaperto qualche mese dopo quando, una volta ottenuti nuovi elementi, arrestammo le persone prima archiviate - e mi confermò che era presente anche Borsellino, il quale quindi era al corrente di tutto».