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La forza della denuncia contro racket e usura

Maria Grazia Nicolò

05 Novembre 2024, 09:42

usura

La lotta ai reati estorsivi ed usurari è un tema di straordinaria importanza e urgenza: si tratta di fenomeni particolarmente insidiosi, caratterizzati da un clima di violenza e intimidazione e che, annidandosi nell'ombra, alimentati dal silenzio e dalla paura, intaccano la libertà di autodeterminazione delle vittime, contaminando il tessuto economico del Paese a danno dell’intera collettività.
La spirale di disagio, solitudine e paura che discende da tali reati porta, troppo spesso, chi li subisce a non denunciare.

In piazza contro il silenzio

L’incontro di oggi a Regalbuto pone al centro dell’attenzione il silenzio, quale “principio della mafia”. Quando si tace di fronte all’illegalità, infatti, si consente alla criminalità di radicarsi sempre più profondamente. La paura di ritorsioni e di conseguenze personali può paralizzare le vittime, ma è proprio questo silenzio che permette alla criminalità organizzata di operare indisturbata e la denuncia non è altro che lo strumento per rompere questo silenzio. Denunciare significa riprendere il controllo sulla propria vita ed essere parte integrante della comunità.

Ogni atto di denuncia è un segnale di resistenza, un passo verso la liberazione da questa oppressione. È un atto che richiede coraggio, ma che può portare ad un cambiamento profondo.

La denuncia fulcro del sistema di tutela

La denuncia costituisce il principale fulcro del sistema di tutela voluto dal legislatore per il contrasto ai reati usurari ed estorsivi, rappresentando un momento di rottura dall’asservimento criminale e psicologico che si insinua tra le vulnerabilità, non solo economiche, delle vittime. Lo Stato interviene con ristori monetari in favore degli operatori economici che abbiano deciso di denunciare e collaborare con le Istituzioni, per garantirne il reinserimento nel circuito dell’economia legale. Tuttavia, tali forme di sostegno economico devono essere accompagnate da alcune strategie volte ad influire sul contesto e ad una graduale diffusione della cultura della legalità, finalizzate soprattutto alla sensibilizzazione dei giovani sul tema. È necessario impegnarsi quotidianamente per sensibilizzare l'opinione pubblica sui diritti e per promuovere la “cultura della denuncia” e della responsabilità sociale, nella convinzione che ciò sia il primo passo per affrancarsi dall’oppressione della criminalità e riappropriarsi della propria vita e della propria dignità.
I momenti di comunicazione istituzionale come quelli di oggi, infatti, costituiscono uno strumento imprescindibile per lo sviluppo e la diffusione della legalità, per incoraggiare alla collaborazione e contrastare la ritrosia dei cittadini a denunciare. Ed è anche in tali contesti che bisogna cogliere l’occasione per diffondere la conoscenza degli strumenti che lo Stato assicura in favore delle vittime: i cittadini devono sapere di poter contare su un sistema di tutele e di un prezioso supporto economico, utile a riacquistare dignità e libertà.

L'importanza di assistere le vittime

Se assistere le vittime è importante, lo è altrettanto operare sul contesto per una sempre maggiore diffusione della legalità. Su quest’ultimo aspetto, del resto, si è compreso oramai da tempo che questi fenomeni devono essere affrontati non solo dal punto di vista giudiziario ma anche dal punto di vista culturale, ove un ruolo essenziale è attribuito alle attività educative e all’informazione. Ciò al fine di accelerare i tempi di un processo di “interiorizzazione” del valore morale e sociale della denuncia, ostacolata troppo spesso dal peso dell’intimidazione e della solitudine.
I frequenti incontri sul territorio nonché le campagne di comunicazione mirate, sono tutti segmenti del percorso di diffusione dell’etica della legalità e contribuiscono ad una nuova e più consapevole coscienza civile, più fiduciosa e consapevole della forza delle Istituzioni. Soltanto con la denuncia si può contrastare la criminalità e costruire un futuro libero: l’omertà è la complice silenziosa della mafia e costituisce il terreno fertile in cui prosperano i reati.
Ogni silenzio alimenta un sistema che opprime e distrugge e solo rompendolo e denunciando si è cittadini liberi, parte attiva dello Stato, indispensabili alleati nel contrasto ad ogni forma di criminalità.

*Commissario Straordinario del Governo coordinamento iniziative antiracket e antiusura