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La Regione boccia l'emendamento che avrebbe salvato gli abusi entro i 150 metri

Presentato da Ruggirello (Pd) e Fazio (Misto):  ci sia norma nazionale

L'assessore Croce: "Parere negativo". Ma c'è chi parla di sanatoria

Redazione La Sicilia

12 Luglio 2016, 01:07

La Regione boccia l'emendamento che avrebbe salvato gli abusi entro i 150 metri

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La commissione Territorio e Ambiente dell’Ars ha detto "no" ad ogni ipotesi di sanatoria sulle coste siciliane. «Oggi abbiamo concluso l’esame del ddl che recepisce il testo unico in materia di edilizia - ha detto il presidente della commissione Mariella Maggio (Pd) - un esame complesso durato circa due anni».

Fra gli emendamenti esaminati oggi dalla commissione, anche quello presentato dal deputato trapanese Girolamo Fazio (gruppo Misto) che prevedeva la sanatoria per le costruzioni realizzate entro i 150 metri dalla battigia: un emendamento - che aveva provocato la presa di posizione di forze politiche e associazioni ambientaliste - bocciato con sei voti contrari, quattro favorevoli e tre astenuti. «Fino all’ultimo qualcuno, non potendo far passare la sanatoria, ha tentato di far saltare i lavori della commissione - prosegue Maggio - ma grazie in particolare alla posizione ferma del PD e del Movimento 5 Stelle, i lavori sono andati avanti».

Un altro emendamento che proponeva norme in materia di sanatoria edilizia, che era stato presentato dai parlamentari regionali del PD Valeria Sudano e Paolo Ruggirello, è stato ritirato oggi dagli stessi proponenti all’inizio della seduta, come annunciato nei giorni scorsi. Durante i lavori della commissione anche l’assessore regionale al Territorio Maurizio Croce ha ribadito la contrarietà del governo regionale ad emendamenti in materia di sanatoria. Adesso il ddl - approvato oggi ad unanimità dalla commissione - dovrà passare all’esame dell’aula, dove gli emendamenti potranno essere riproposti. 

Il recepimento del Testo unico dell'edilizia, rischia di impantanarsi, impedendo alla Sicilia di avere una legislazione più moderna. A livello nazionale non esiste la concessione edilizia, ma il permesso a costruire, “che non è solo una sottigliezza lessicale”, dice il dirigente generale dell'Urbanistica, Rino Giglione. Il “cuore” del recepimento del Testo unico è l'art. 6 che prevede l'istituzione dello “Sportello telematico per i titoli edilizi abilitativi, unico per tutta la Regione che, oltre ad unificare per tutti i comuni le procedure e e l'applicazione dei diversi titoli abilitativi, consente indirettamente la formazione di un'anagrafe coordinata dell'edilizia regionale. Altro strumento di semplificazione è il Modello unico per l'edilizia (Mue). Il Testo unico per l'edilizia dovrà essere correlato con il nuovo codice dei Beni culturali, quello dell'Ambiente e le norme sismiche, quelle in materia di contenimento energetico e di conformità impiantistica. Tutte ciò sarà correlato con il regime sanzionatorio e di repressione delle violazioni edilizie. Altro che sanatorie.