La sanità in Sicilia tra denunce, dimissioni e aggressioni ai medici
Tra gli ospedali al centro di vertici e sopralluoghi c'è Villa Sofia a Palermo
La sanità in Sicilia è in subbuglio. Troppe aggressioni negli ospedali ai danni di medici e infermieri a cui fanno da contraltare le denunce di familiari di pazienti sui presunti casi di malasanità. E poi ci sono anche le dimissioni. Le più recenti, che stanno facendo molto discutere, quelle del direttore sanitario dell'ospedale Villa Sofia di Palermo dove la figlia di Giuseppe Barbaro, settantenne, è morto nell'attesa di essere operato per una frattura alla spalla e dopo essere rimasto per 17 giorni al pronto soccorso.
Su questo caso c'è da un lato la solidarietà per il dirigente medico da parte dei 70 direttori delle unità operative degli ospedali di Villa Sofia e Cervello che hanno firmato una lettera inviata al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani (quest'ultimo qualche giorno fa ha convocato un vertice e un sopralluogo sulla vicenda) e all’assessore Giovanna Volo di sostegno ad Aroldo Gabriele Rizzo; dall'altro lato c'è la rabbia dei familiari e una nota dei sindacati che ci vanno giù pesante pur riconoscendo le criticità del settore.
«Il caos regna sovrano all’ospedale Villa Sofia-Cervello», denunciano il segretario generale Uil-fpl Sicilia Totò Sampino e il segretario regionale alla sanità Pippo Piastra. "Fino a ieri - dicono - decine di pazienti hanno atteso invano per ore all’ufficio ticket, illudendosi di poter accedere alle visite specialistiche. E’ l’ennesimo disservizio frutto di una gestione discutibile della direzione medica di presidio che avrebbe deciso di trasferire una risorsa dall’ufficio ticket ad altro incarico, lasciando il servizio con un solo operatore. Ma la crisi è ben più grande.
I sanitari, spesso soli a gestire situazioni complesse, sopportano un peso enorme, operando in condizioni lavorative precarie e fortemente stressanti». "Da mesi - aggiungono - manifestiamo il nostro disappunto su dotazioni organiche ridotte al lumicino, con pesanti ricadute sul personale infermieristico e socio-sanitario obbligato a turni massacranti. D’altra parte, l’azienda ha reclutato nuove unità infermieristiche con inspiegabile lentezza e, allo stesso tempo, mantenuto a part-time gli operatori socio-sanitari che potrebbero arginare un disagio dilagante". "Certamente - osservano - il direttore generale e il direttore amministrativo, entrambi nominati da pochi mesi, hanno assunto il timone della struttura in una fase critica, alimentata dagli ultimi fatti di cronaca ma confidiamo che da parte della direzione vi sia un cambio di passo nel processo di riorganizzazione aziendale, con assunzioni immediate e un piano strategico che metta al centro il benessere dei lavoratori e dei pazienti».
Altro aspetto critico di ciò che sta avvenendo sempre più spesso negli ospedali è rappresentato dalle aggressioni ai danni degli operatori sanitari. Gli ultimi gravi episodi sono avvenuti nel Policlinico di Catania, dove due pediatri sono stati malmenati da due energumeni per il ricovero di un bambino, e nell'ospedale Maria SS. Addolorata di Biancavilla dove una 25enne, che è stata arrestata, si è scagliata contro una dottoressa dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria del nosocomio senza risparmiare un infermiere e una guardia giurata intervenuti a difesa del medico.