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L'Antimafia regionale nella sede dell'Ordine dei giornalisti: «Al fianco dei cronisti minacciati dalla mafia»

La commissione è stata convocata in via Bernini alla presenza dei direttori delle principali testate siciliane

Redazione La Sicilia

25 Febbraio 2025, 11:05

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«Oggi manifestiamo la piena solidarietà, non solo mia, ma anche dell’intero parlamento siciliano, nei confronti dei giornalisti, per coloro che sono a rischio con diverse modalità di intimidazione». Lo ha detto il presidente dell’Antimafia regionale, Antimafia, Antonello Cracolici, parlando durante una seduta della commissione convocata nella sede dell’Ordine dei giornalisti a Palermo, alla presenza dei direttori delle principali testate giornalistiche in Sicilia.

«Non sono soltanto minacce - aggiunge Cracolici - come è capitato ad esempio a Salvo Palazzolo, ma di querele temerarie e tentativi di mettere il bagaglio alla possibilità di far conoscere pezzi di verità all’opinione pubblica».

«La seduta di oggi - ha aggiunto Cracolici - arriva all’indomani di un fatto che ha creato qualche elemento di imbarazzo da parte dell’Antimafia, per le vicende che hanno riguardato un componente di questa commissione, che non è un luogo di impunità o di immunità. Abbiamo appreso che lui ha intenzione di dimettersi dall’Antimafia e ad ogni modo già la commissione ha avviato le procedure per la sua decadenza da suo componente». Cracolici ha parlato dell’arresto di Giuseppe Castiglione, deputato dell’Mpa e componente della commissione Antimafia all’Ars, arrestato dai carabinieri del Ros ieri a Catania per voto di scambio nell’ambito dell’operazione Mercurio dei carabinieri coordinata dalla Dda etnea contro la 'famiglià Santapaola-Ercolano, ai vertici di Cosa nostra.

«In Sicilia - aggiunge Cracolici - la politica incrocia la criminalità nei territori. Non so se è la criminalità che cerca la politica o viceversa. Cosa nostra attraverso i suoi referenti territoriali, ha sempre avuto l’interesse a costruire un sistema di relazione con tutto il sistema pubblico istituzionale e con la politica. Attraverso questo condizionamento ha un valore reputazione attrattivo per tutti coloro che si rivolgono ai mafiosi per risolvere i propri problemi».

Antimafia anche a Catania

«Abbiamo deciso di avviare un’audizione diffusa, in tutta la Sicilia, partendo da Catania. Abbiamo concordato, qualche giorno fa, insieme al prefetto, a Catania, il 13 marzo, un incontro con le forze dell’ordine, con i magistrati e con i sindaci. La commissione cerca di tenere i fari accesi per richiamare ad una responsabilità supplementare le classi dirigenti che governano i territori, perché è lì che si gioca la partita sulla capacità o meno di isolare i mafiosi nei territori» ha detto ancora il presidente dell’Antimafia regionale, Antonello Cracolici.

Le nuove leve dei mafiosi

«Nella nostra comunità assistiamo al sorgere di una nuova generazione mafiosi, attratta da un’offensiva culturale per tornare ad essere attrattiva in larghe fette della società: dai cantanti neo melodici ai raccolti mitologici che cosa nostra tende a rappresentare di sé. Non dobbiamo più mettere in campo un’offensiva nei confronti dei boss, ma dobbiamo interrogarci se, anche da morti, non provano a diventare loro stessi stili di vita per i vivi». Così il presidente dell’Antimafia regionale Antonello Cracolici a una seduta della commissione convocata nella sede dell’Ordine dei giornalisti a Palermo. «L'esempio - prosegue - del testamento di Matteo Messina Denaro, attraverso i libri che scrive alla figlia, è un testamento con una rappresentazione mitologica di un anti Stato per chi si apprestava ad esservi dopo di lui».