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l'emergenza rifiuti

Lentini, la discarica resta chiusa nonostante l’ok di Schifani: nelle carte i perché di un “pasticcio”

Tra ritardi e burocrazia al rallentatore ecco come si è arrivati allo stop di Sicula Trasporti. Interlocuzione in corso tra Regione e i commissari giudiziari dell'azienda

Di Laura Distefano |

I cancelli della discarica di Lentini sono ancora chiusi. Gli amministratori giudiziari di Sicula Trasporti stanno studiando infatti l’ordinanza firmata, ieri a tarda sera, dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al fine di scongiurare un’emergenza che stava già facendo vedere i primi effetti in città. Oggi in quasi tutti e 200 comuni c’è, su provvedimento dei sindaci, lo stop della raccolta differenziata.

24 ore di tempo per la Sicula Trasporti

Queste 24 ore di tempo, quindi, potranno permettere ai vertici della società in amministrazione giudiziaria di poter presentare una relazione al gip Stefano Montoneri, delegato del procedimento che aveva il 20 giugno firmato un provvedimento in cui comunicava alla Regione di aver ordinato la sospensione dell’attività a Sicula Trasporti essendo priva delle autorizzazioni. Precisamente la Via, la valutazione d’impatto ambientale che permetteva di poter spedire all’estero i rifiuti trattati.

L’intoppo

L’intoppo è nato quando – come emerge in modo chiaro nell’ordinanza della Regione – l’Amministrazione giudiziaria della Società ha preferito avviare a recupero energetico i rifiuti piuttosto che destinarli a smaltimento. E per questo l’azienda ha chiesto alla Regione l’autorizzazione per l’integrazione delle operazioni di recupero già autorizzate sia per l’impianto di trattamento meccanico di rifiuti urbani non pericolosi, per l’impianto di biostabilizzazione della frazione umida di rifiuti urbani non pericolosi da attività di separazione della frazione secca. Questa scelta di recupero energetico fa saltare un po’ gli equilibri.

Il decreto ponte

Dalla Regione però l’anno scorso è arrivato un decreto ponte che ha permesso di proseguire l’attività a Sicula Trasporti in attesa della conclusione dell’iter. Ma a marzo scorso arriva sempre da Palermo la notizia dell’avvio dell’annullamento di quel decreto ponte, a quel punto Sicula Trasporti ha inviato una precisa sollecitazione al proseguimento dell’attività e quindi ha fatto scattare la procedura per l’assoggettibilità della Via (atto secondo Sicula Trasporti errato e che va annullato, tanto che ne hanno chiesto la sospensione cautelare e l’annullamento con ricorso straordinario al presidente della Regione).

La doccia fredda

Il 10 giugno scorso è arrivata la doccia fredda. Il Dipartimento regionale Ambiente ha rigettato la richiesta di prosecuzione “motivando con la mancata espressione di valutazioni definitive da parte della Città Metropolitana e dell’Arpa sui rischi sanitari, ambientali e culturali”. La Sicula Trasporti a quel punto ha chiesto “l’autorizzazione alla chiusura dell’impianto sino alla definizione delle istanze di assoggettabilità a VIA”; Da qui l’ultimatum, di 24 ore, del gip di Catania a cui l’assessore regionale all’Energia Roberto Di Mauro ha risposto con una richiesta di differimento – fatto non citato nell’ordinanza – di 10-15 giorni. Il giudice non ha però differito come era prevedibile e la Sicula Trasporti ha spento l’impianto fino a data da destinarsi.

Riunioni e summit

Quattro giorni di riunioni, summit e vertici hanno fatto emergere l’esigenza di una soluzione “tampone”. “E’ risultato necessario prevedere, nelle more della conclusione del procedimento autorizzatorio pendente e visti i pareri della Cts, due fasi emergenziali ben contingentate nel tempo”. E quali sono? Sono definite nell’ordinanza: “Una prima fase in cui, per certificare l’omologazione dei rifiuti propedeutica al conferimento nelle discariche, Sicula trasporti , dopo avere effettuato il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti conferiti, procederà allo stoccaggio provvisorio dei rifiuti trattati e destinati allo smaltimento, nelle aree autorizzate all’interno del sito, per un arco di tempo massimo di 21 giorni, con l’adozione di misure di mitigazione ben precise”. E la seconda fase in cui, “effettuata l’omologa da parte di Sicula Trasporti e da parte dei gestori delle discariche di OIKOS s.pa., Catanzaro s.r.l., RAP s.p.a. e Impianti S.R.R. ATO 4 s.r.l., questi ultimi sono tenuti a ricevere di ricevere i rifiuti, provenienti dal trattamento meccanico e dal trattamento di biostabilizzazione effettuato da Sicula Trasporti in amministrazione straordinaria, nelle misure che saranno definite con decreto del Dirigente Generale del Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti”. Oggi, comunque, si dovrà dipanare la matassa. C’è da capire se questa ordinanza supera quell’ostacolo – priva di autorizzazioni – che aveva portato la magistratura a emettere il provvedimento con cui disponeva la chiusura.

L’Anci e i dubbi

«Prendiamo atto dell’ordinanza del presidente Schifani emanata ieri e finalizzata a far ripartire la raccolta dei rifiuti nei circa 200 Comuni della Sicilia coinvolti dallo stop all’impianto di Lentini. Il fatto che però ad ora la discarica sia ancora chiusa, fa temere che rispetto a questo provvedimento si possano essere verificati problemi di carattere applicativo. Pertanto, considerata l’estrema difficoltà e confusione in cui versano i Comuni nella gestione dei rifiuti, auspichiamo che la Regione possa fornire tempestivamente indicazioni operative affinché si sappia come potere organizzare la raccolta e il conferimento evitando gravi disagi ai cittadini». Così Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia.

Una interlocuzione intanto è in corso tra Regione e i commissari giudiziari della Sicula trasporti per condividere modalità di applicazione dell’ordinanza emessa ieri sera dal presidente Renato Schifani per fare fronte all’emergenza rifiuti. E’ quanto apprende l’ANSA da una fonte di Palazzo d’Orleans.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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