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Mafia e droga, le intercettazioni sotto i portici di Librino tra pestaggi e “pentiti”: e Massimiliano Arena dava direttive dal carcere

Le carte del blitz Terzo Capitolo continuano a svelare particolari sull'ascesa della "famiglia" legata ai Santapaola-Ercolano.

Di Laura Distefano |

Che avesse a disposizione un cellulare in carcere era già emerso in altri blitz. Massimiliano Arena quindi non avrebbe perso il vizio. E avrebbe, tramite un telefonino, dato direttive – ma su larga scala – per gestire le piazze di spaccio di viale Moncada 12 e 13. Il suo braccio operativo era il cognato Marco Turchetti che, intercettato dalla polizia, ha informato quasi in diretta dell’andamento degli affari (di droga) in quel di Librino.

L’inchiesta “Terzo Capitolo” – coordinata dal pm Giuseppe Sturiale – ha fatto precipitare però le entrate del gruppo mafioso. Che avrebbe cercato di diventare sempre più autonomo rispetto agli alleati. Anche se gli Arena, comunque, sono inseriti nella compagine dei Santapaola-Ercolano.

Linfa vitale

Sono le conversazioni la linfa vitale delle indagini della squadra mobile. Il 24 gennaio 2022 ci sono dialoghi che per il gip Stefano Montoneri, che firma le oltre 500 pagine dell’ordinanza, evidenziano «il ruolo chiave di Arena nell’organizzazione». La violenza impera sotto i portici dei grattacieli. Un certo Agatino avrebbe picchiato Matteo Cosenza, esponente del gruppo, «a causa di una presunta questione di stupefacente a credito». Turchetti vede nero e ordina ai pusher di non concedere alcuna dilazione di pagamento. Chi vuole la dose dovrà pagare cash e subito.

L’azione muscolare fa infuriare anche Arena, informato anche se dietro le sbarre. Turchetti è chiaro: «…Nessun credito a nessuno… se viene Agatino… avviso anche a Massimo… avviso i ‘carusi’ cosa devono fare… se vuoi venire solo con i soldi, qui credito non ce ne sarà più… e come ci siamo ‘seccati’ noi… si è ‘seccato’ anche tuo cugino Massimo, tu qui queste cose non le puoi fare. Avvisa a Massimo (Maccarrone, ndr) e gli dici che gli alzano le mani…». Del disappunto del cognato, il capo-piazza parla anche con Emanuele Lazzara. Il gip evidenzia ancora una volta: «Arena come punto di riferimento e autorità anche se detenuto».

Tensioni in famiglia

Ci sono anche momenti di tensione tra i due cognati. Turchetti informa la madre, Liliana Carbonaro, di avere avuto «un alterco» con Massimiliano e sottolinea «il tono minaccioso di Arena».Insomma, il clima di intimidazione sarebbe addirittura all’interno della “famiglia”.

La situazione nel 2022 si complica. Arena, dal carcere, è preoccupato per la notizia di due nuovi collaboratori di giustizia. Che potrebbero inguaiarlo. Anche se di sponda. L’argomento è oggetto ancora una volta di un confronto tra Turchetti e la madre (Carbonaro è una delle figure femminili di un certo rilevo nell’organizzazione). I due discutono delle informazioni ricevute da Arena «riguardo alla presenza di due pentiti, uno dei quali Salvatore Scavone “Pop Corn”», ex reggente dei Nizza. Infatti, i due sono alquanto preoccupati «per l’impatto che questi pentiti potrebbero avere sull’organizzazione criminale e sul clan Nizza». E in particolare su un omicidio.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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