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Mafia, gli interessi della cosca di Partanna negli appalti pubblici: ordinanza di custodia cautelare anche per l'autista di Messina Denaro

È accusato di un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore nel settore oleario

Redazione La Sicilia

07 Maggio 2025, 11:57

L'AUTISTA DEL BOSS UN COMMERCIANTE DI OLIVE DI CAMPOBELLO

(fotogramma da video) Giovanni Luppino viene portato via dai carabinieri del Ros nei pressi della clinica privata in cui è stato arrestato il boss Matteo Messina Denaro, latitante da 30 anni, Palermo, 16 gennaio 2023. ANSA/Uff stampa Carabinieri + PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES + NPK

I carabinieri di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal tribunale di Palermo nei confronti 5 persone (3 destinatarie della custodia cautelare in carcere e 2 della misura dell’obbligo di dimora con prescrizione di presentazione alla polizia giudiziaria) indagate, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, porto abusivo di armi, tentata estorsione e favoreggiamento personale. Tra queste vi è Giovanni Luppino, l'autista di Matteo Messina Denaro, arrestato col boss il 16 gennaio 2023 e accusato di un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore nel settore oleario, allo scopo di garantire il sostegno economico al capomafia che era latitante.

L’indagine dei militari del nucleo investigativo del comando provinciale, supportati per l'esecuzione delle ordinanze dallo squadrone eliportato «Cacciatori di Sicilia», coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ha consentito - dicono i carabinieri - «di acquisire gravi indizi circa la convergenza di illeciti interessi di esponenti di spicco della famiglia mafiosa di Partanna (mandamento di Castelvetrano) e imprenditori operanti nel settore edile e oleario, per il controllo sul territorio e delle locali attività imprenditoriali».

La cosca avrebbe turbato la procedura di un concorso indetta dal Tribunale di Sciacca per l’acquisizione di un capannone industriale; condizionato l’aggiudicazione degli appalti pubblici in favore degli stessi indagati e di altre persone contigue alla mafia. E avrebbe fatto assumere familiari in imprese olivicole locali, ricorrendo a forme di intimidazione nei confronti dei legali rappresentanti. Inoltre avrebbe messo in atto intimidazioni e minacce per la risoluzione di controversie fra privati.