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Mafia, un altro pentito fa tremare il clan di Adrano: “bulldozer” vuota il sacco con i magistrati

Nicola Trovato, arrestato nel 2018 ne blitz Adranos, ha rivestito diversi ruoli nella cosca dei Santangelo, alleati storici della famiglia catanese dei Santapaola-Ercolano

Di Laura Distefano |

«Ma lo hai saputo? Quello si è fatto pentito». La battuta è stata messa sul tavolo già nelle giocate a carte di Natale. E così un altro collaboratore di giustizia adranita si aggiunge all’elenco. Il clan Santangelo – gli alleati storici della famiglia catanese di Cosa nostra Santapaola-Ercolano – perde un altro pezzo. Nicola Trovato ha deciso di entrare nel programma di collaborazione di giustizia. Una scelta che ha sorpreso in molti, perché è maturata dopo una condanna definitiva.

Trovato è stato arrestato dalla polizia nel blitz Adranos del 2018. Sei anni dopo bulldozer (questo il soprannome che comparve nel comunicato stampa dell’operazione) ha deciso di vuotare il sacco ai magistrati, facendo nomi e cognomi. Poco più che trentenne, non ha avuto ruoli di “peso” all’interno della cosca mafiosa ma ha informazioni su ruoli e azioni criminali che sono rimaste ignote agli investigatori.

Da quell’operazione emerse anche come i clan di Adrano, Santangelo e Scalisi, da decenni rivali avessero abbassato l’ascia di guerra e avessero siglato una pax mafiosa, conveniente a entrambi le organizzazioni criminali. Di forte impatto (e significato) mafioso il filmato in cui il vecchio capomafia Alfio Santangelo consegnò un regalo a Pietro Maccarrone, all’epoca reggente degli Scalisi.

Diversi ruoli

Trovato ha rivestito diversi ruoli diversi nell’organigramma dei Santangelo. Ha avuto un ruolo attivo in una rapina con bottino da record. I banditi si introdussero nell’abitazione di una donna a Santa Maria di Licodia e colpirono alla testa il convivente per sapere il nascondiglio della somma di 480 mila euro.Di quel colpo ne parlò anche il cognato di Trovato. Antonio Zignale è pentito da diversi anni: «I rapinatori – erano mio cognato Nicola Trovato, Vincenzo Bulla, Nicola D’Agate, Maurizio Pignataro e Rosario Galati. I mandanti erano sicuramente i capi della famiglia Santangelo in quanto si sapeva che in quella villa c’erano custoditi molti soldi e la refurtiva sarebbe servita a finanziare le casse della famiglia Santangelo. So anche che i Santangelo avevano ricevuto informazioni da un basista, ma non mi fu riferito chi fosse. La mattina successiva i soldi sono stati portati ad Antonino Crimi. Quest’ultimo li contò ed il totale era di circa 480.000 euro».

Negli ultimi tempi i Santangelo sono stati feriti su molti fronti. E alcuni boss di peso sono stati accusati anche di omicidi grazie alle rivelazioni di diversi collaboratori di giustizia. Cruciale in alcuni casi è stato ad esempio Vincenzo Rosano ‘pipituni’. Chi non ha visto bussare uomini in divisa alla porta in questi mesi ha tirato un sospiro di sollievo. Ma con Trovato pronto a “cantare” i sonni per alcuni sono diventati tormentati.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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