Mazzette Sanità, le intercettazioni che inguaiano gli indagati: al Policlinico di Catania danni per un milione di euro
Le intercettazioni: «Ma più di 10mila euro per quattro Stent e quattro Tavi?» Il giallo del verbale con il via libera di Sirna
Guardia di Finanza
«Ma più di 10.000 euro per quattro Stent… e quattro Tavi». Prezzi esagerati. Ma per poter essere nel sistema non si sarebbe potuto fare altrimenti. Rosa Vitale, una delle rappresentanti delle ditte fornitrici di presidi ospedalieri finita ai domiciliari giovedì mattina nell’ambito del blitz Vasi Comunicanti, non nasconde la sua stanchezza davanti alle richieste “esose” dei professori come sponsorizzazioni negli eventi. Elargizioni che sarebbero servite a garantirsi un consumo di numero sempre maggiore in sala operatoria. Qualche volta però il gioco si sarebbe fatto davvero troppo pericoloso. Micari è definito «un pazzo» dalla Vitale che parlando con il figlio non nascondeva che la «richiesta violava la normativa relativa all’organizzazione di tali eventi in quanto delle sponsorizzazioni è il provider che se ne occupa». La procacciatrice d’affari «menziona anche la normativa anticorruzione». Sempre Vitale, parlando con un’altra indagata, commenta un incontro che si è tenuto a maggio 2023 in un albergo di Aci Castello e le chiarisce che il suo capo Francesco Dottorini (anche lui ai domiciliari) le ha vietato di dare la cifra. Perché prima devono essere «i legal che li deve approvare» in quanto «loro non parlano con i medici». Eppure ci parlano. Ci parlano, eccome. Ma Vitale è consapevole che »bisogna stare attenti ai ricatti di questa gentaglia».
Micari pazzo
Vitale a un certo punto si confronta direttamente con Dottorini: «Ti voglio dire… che sai che Antonio Micari mi ha scritto quella cosa… io gli voglio andare a dare una risposta a questo pazzo capisci? Cioè tu capisci?»
Dottorini le fornisce la strategia: «Tranquillizzalo… sicuramente… è anche troppo quello che fa per noi… insomma… no no è per farglielo percepire… perché sicuramente questi sono talmente sfacciati che dicono… “ma solo?… ma come? … così?… sono un po’ deluso».
Vitale non vuole soccombere alle richieste, anche perché già hanno pagato e anche bene a suo dire: «Micari è il più scatenato, il professore è più tranquillo di tutti… quello che ti voglio dire e che lui… sai gioia non ti seccare la Biosensosrs 6.000.. e questo e quello e quell’altro».
Il capo l’appoggia. Anche perché in altri passaggi delle intercettazioni Dottorini afferma che non vuole andare in «galera» citando alcune situazioni giudiziarie avvenute al Nord Italia. «Esatto… alla fine non è che siamo bancomat». Dottorini mostra reticenza a parlare al telefono, ma quando lo informano che Micari alza il prezzo risponde «Ma a fronte di cosa?» E se gli accordi non sono rispettati, il danno per la società è di veder preferiti altri tipi di impianti. Emerge chiaramente da un’intercettazione che vede protagonista Giancarlo Girlando (, un altro rappresentante delle ditte farmaceutiche coinvolte che si sfoga dicendo che uno dei primari avrebbe usato un dispositivo della concorrenza. Vitale annotano gli investigatori avrebbe ricevuto velati avvertimenti di cambi di «forniture».
Per il pm Fabio Regolo quello che è stato creato è «un vero e proprio contratto con somme di denaro pattuite e unilateralmente offerte» che hanno come «controprestazione l’uso di un numero corrispondente di impianti».
Parlare con Tamburino
L’uomo con cui tutti riescono a parlare è il catanese Tommaso Tamburino. Il luminare di cardiologia - è stato lui a introdurre in Italia la procedura del Tavi per chi non può sottoporsi a interventi a cuore aperto - è definito Paparanni «proprio per la sua generosità e attività di mediazione con gli altri professori operanti nelle strutture della Sicilia Orientale». Tamburino avrebbe anche ipotizzato di entrare in società con il provider Pietro Sola della Collage spa, attraverso la sua fondazione Etna. «Guarda io sono stanco ci penso da tanti anni ma come dire tutto sulle mie spalle non ce la faccio anche psicologicamente, quindi, poi parliamone e portiamo avanti sta cosa», confessa alla sua segretaria.
A proposito di Sola, finito anche lui ai domiciliari. È lui a spiegare come si cercava di camuffare le mazzette: «Abbiamo appena discusso e io gli ho proposto di fare una lettera d’incarico a tutti, visto l’impegno e cose varie, perché se no, di 10K (10mila, ndr) ciascuno, dove io vi metto tutto quello che avete fatto, insomma così cominciamo a smaltire un po’ di cose. Però è corretto che ci sia perché è pure plausibile».
Le tasche dei primari
Le tasche dei primari quindi si appesantiscono, ma le casse dei policlinici - pubblici - diventano più vuote. A ottobre del 2023 il direttore del controllo di gestione dell’azienda ospedaliera Policlinico-San Marco racconta ai magistrati: «L’azienda riconosce un maggior prezzo ad alcuni fornitori di specifici prodotti pur in presenza di aggiudicazioni Consip economicamente più vantaggiose, alle quali saremmo vincolati. Si sta erogando il 20% in più rispetto al prezzo Consip».
Dietro questo sistema ci sarebbe stato un documento però introvabile. Il medico parla di un «verbale riservato» in cui «il direttore generale Gaetano Sirna affiancato dal Rup accordano alle ditte tale 20% richiamando una norma dl 95 del 2012» che però secondo il dirigente sarebbe «totalmente superata da Consip e dal codice degli appalti». L’amarezza del sanitario è palese: «Tutti stanno beneficiando di quanto sta accadendo… poi le ditte che si arricchiscono e che fanno regali a tutti tramite viaggi, congressi e sessioni di studio. Il tutto a scapito dei cittadini che pagano le tasse». Dai documenti in mano alla guardia di finanza emerge che il Policlinico di Catania avrebbe già subito un danno economico che supera il milione di euro.
"A far data dal 16.7.2024 il G.IP. del Tribunale di Catania su istanza del P.M ha revocato per tutti gli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari e successivamente, in data 3.12.2024, il medesimo G.IP., sempre su domanda del P.M, ha disposto l'archiviazione dell'intera indagine, dopo aver maturato il convincimento che nessuna indebita utilità è stata mai erogata o soltanto promessa, in ragione degli elementi di indagine medio tempore raccolti che hanno consentito di effettuare una lettura lecita degli accadimenti oggetto di investigazione. "