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i sospetti

Nel rogo che ha distrutto il bar del lungomare di Catania la certezza del dolo e tanti dubbi

Il titolare, Alessandro Leone, dovrà ricostruire cosa ci faceva all'interno della bottega. "Cioccolato Caffè" era chiuso da mesi per lavori di ristrutturazione

Di Francesca Aglieri Rinella |

Un boato nel cuore della notte e le fiamme alte che si propagano sul prospetto dello stabile di viale Ruggero di Lauria all’altezza del civico 131: il bar “Cioccolato Cafè” distrutto dalla deflagrazione e gli inquilini evacuati per precauzione. Notte di fuoco e di paura e risveglio movimentato per alcuni residenti nella zona del lungomare, che hanno allertato i vigili del fuoco. Nel rogo è rimasto ferito il titolare del bar: Alessandro Leone, 41 anni, è ricoverato in terapia intensiva al Cannizzaro. A preoccupare non sono tanto le ustioni al volto, alle braccia e alle gambe quanto le complicazioni polmonari legate ai fumi inalati.

L’incendio di natura dolosa

I vigili del fuoco non hanno dubbi: l’incendio è di origine dolosa, tant’è che hanno inviato un’informativa alla Procura con la notizia di reato. Una certezza e tanti interrogativi. La certezza è l’incendio di natura dolosa, i dubbi riguardano il titolare del bar che è rimasto ustionato. Leone, che dal 2014 gestisce il bar-gelateria da solo dopo avere sciolto la società con altri due soci, al momento della deflagrazione era all’interno della bottega. Perché? Erano le quattro di notte e il bar è chiuso da mesi per lavori di ristrutturazione. Ma c’è di più. Ai sanitari del 118 inviati sul posto ha detto di volere andare da solo in ospedale e così è stato. Se non fosse che prima di arrivare al Cannizzaro, la struttura più vicina al luogo del ferimento, “sbagliando” si è recato al Garibaldi di Nesima (che non ha il Pronto Soccorso) per poi essere dirottato al centro grandi ustioni di via Messina. Leone, che ha bruciature di secondo grado sul 10-15% del corpo, è ricoverato con la prognosi riservata. «Il paziente – ha spiegato Rosario Ranno, direttore dell’Unità operativa complessa del Centro grandi ustioni del nosocomio – ha inspirato fumi caldi e non sappiamo se tossici, quindi è stato intubato e trasferito al reparto di rianimazione. Noi speriamo che i problemi polmonari si risolvano presto e di potere poi continuare il nostro intervento per la guarigione delle ferite».

Le ipotesi investigative

I vigili del fuoco sono intervenuti dopo la chiamata alla sala operativa da parte di residenti dello stabile in ristrutturazione, allarmati da un fragore verosimilmente dovuto all’esplosione, forse causata dalla presenza di bombole di gas. Sul posto sono state inviate due squadre, oltre a due autobotti aggiuntive e mezzi di supporto logistico. Sul posto è intervenuto anche personale del Nucleo investigativo antincendi, inviato da Palermo, agenti della polizia scientifica e vigili urbani. Al vaglio degli investigatori della Squadra mobile ci sono diverse ipotesi. A chiarire l’accaduto sarà sicuramente la ricostruzione che Leone farà ai poliziotti, che ancora non sono stati in grado di sentirlo per via delle sue condizioni di salute.

Il bar e l’imminente riapertura

Lo scorso novembre il ritrovamento di una bottiglia incendiaria aveva già messo in allarme i residenti. E il titolare di “Cioccolato Cafè” aveva sporto denuncia. Adesso un nuovo mistero. Alessandro, utente social molto attivo, in diversi real di Tik Tok e in più occasioni aveva espresso la volontà di riaprire il bar prima dell’estate «con la granita più buona di Catania». Adesso dovrà attendere gli esiti della perizia tecnica dei vigili del fuoco e spiegare agli investigatori cosa ci faceva nel cuore della notte nel bar, chiuso.

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