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Cronaca

Sicilia al secondo posto per danni al mare. Legambiente: «E dall'Isola arriva la notizia più eclatante»

La 23ª edizione del dossier su mari e coste denuncia per la nostra regione la quasi totale mancanza di depurazione delle acque

Di Carlotta Gallo

Dagli illeciti penali a quelli amministrativi, anche quest'anno Legambiente presenta un quadro completo delle violazioni alle leggi che tutelano mari e coste. Giunto alla 23esima edizione il rapporto "Mare Monstrum" si arricchisce di dettagli sull'abusivismo edilizio, deficit degli impianti di depurazione, sversamenti inquinanti in mare e pesca illegale, che, sempre di più, finiscono per danneggiare il nostro mare e le nostre coste che, per bellezza, varietà dei paesaggi, risorse ittiche e antiche marinerie, rappresentano una vera risorsa.

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Tra sequestri e sanzioni, il business del mare violato è di oltre 626 milioni di euro, in crescita rispetto al 2020: la maggior parte delle misure riguarda l’inquinamento e i rifiuti, con oltre 577 milioni di euro.

A guidare la classifica delle aggressioni all'ecosistema marino troviamo la Campania, seguita dalla Sicilia, che si distingue, in particolare, per illeciti penali e amministrativi, terza è la Puglia.

Proprio la Sicilia, è accusata della quasi totale mancanza di depurazione delle acque, come recentemente mostrato dal sequestro dell'impianto Ias nell'area industriale di Siracusa, che da Legambiente viene definito come il danno più eclatante. A lanciare l'allarme sono i circoli di Legambiente di Siracusa, Augusta, Priolo Gargallo e Melilli, che hanno denunciato il pessimo funzionamento dell'impianto, già tristemente noto da anni. L'accusa è quella di "disastro ambientale aggravato riguardante l'inquinamento atmosferico e marino".

L'isola circondata da ben due mari, Mediterraneo e Tirreno, fa da sempre parte delle regioni più esposte alla cementificazione illegale costiera. Dalla costa di Palermo, all'agrigentino, dall'area siracusana fino alle Isole Eolie e Lampedusa, sono sempre più frequenti gli interventi delle forze dell'ordine contro l'abusivismo.

Particolarmente intensa è stata l'attività della Guardia costiera durante lo scorso anno ad Augusta, provincia di Siracusa, che ha portato al sequestro di una struttura alberghiera che aveva forato la scogliera per impiantare i pali di una recinzione e di diverse aree demaniali occupate in maniera illegittima.

Solo recentemente, grazie all’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale, tra cui quello di disastro ambientale, è stato possibile sviluppare finalmente inchieste adeguate rispetto alla gravità dei reati commessi contro l’ambiente marino e alle loro conseguenze.
Il Parlamento ha approvato nel maggio scorso, quattro anni dopo la sua presentazione da parte dell’allora ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, la cosiddetta “Legge Salvamare”, grazie alla quale è stato cancellato quel paradosso per cui i pescatori che tiravano a bordo con le reti i rifiuti abbandonati in mare, spesso più dei pesci, avevano due alternative: rigettarli tra le onde oppure, una volta arrivati in porto, conferirli, pagando la relativa tariffa, come se fossero rifiuti prodotti dalla loro attività. 

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