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Cronaca

"Apollo" ha lasciato la Sicilia, Catania riapre e conta i danni lasciati dal ciclone

I danni sono ingenti soprattutto per l'agricoltura, ma l'uragano ha lasciato sul campo anche tre vittime

Di Mimmo Trovato

Piove ancora in parte della costa della Sicilia orientale dopo qualche ora di tiepido sole al mattino. Ma, come dice il presidente della Regione, Nello Musumeci «il peggio sembra essere passato». E il peggio è il ciclone Apollo, che si è allontanato dall’isola. E’ il Medicane, l’uragano mediterraneo, che ha seminato danni e dolore flagellando per giorni la parte orientale dell’isola con pioggia battente, vento forte e mareggiate e costringendo il sindaco di Catania a imporre per due giorni un lockdown meteorologico.

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La città, con un’ordinanza di Salvo Pogliese, oggi ha riaperto in anticipo di alcune ore rispetto alle previsioni. Sono state alzate le saracinesche dei negozi i cui ingressi e le vetrine erano stati protetti con sacchi di cenere lavica dell’Etna e i catanesi si sono riappropriati della città. Ma con cautela, l’esperienza passata, con tre vittime, una coppia di coniugi a Scordia e un volontario a Gravina di Catania, hanno lasciato il segno.

 

 

Il dolore e le ferite economiche e sociali sono ancora troppo recenti. Si sono tornati a frequentare intanto bar e chioschetti all’aperto, i giardini e le piazze sono pieni di bambini e ragazzi, che approfittano della terza giornata di chiusura delle scuole. Tra i genitori e i curiosi la domanda ricorrente è: «ma dov'è Apollo?». I rilevamenti radar e satellitari lo collocano nel Mediterraneo che sembra puntare verso la costa della Libia. «Il fenomeno è diminuito, depotenziato e si allontana dalla Sicilia», conferma il capo del Dipartimento regionale della Protezione civile Sicilia, Salvo Cocina, che ringrazia tutte le forze in campo e «anche, almeno per il secondo fenomeno, i cittadini che hanno rispettato le regole». Intanto sono proseguiti i lavori dei soccorritori: ci sono pali da rialzare, case, locali e strade invase da acqua, fanghi e detriti e alberi e rami da rimuovere e per la ripresa di forniture di energia elettrica e idrica dove sono state interrotte. E ci sono da assistere ancora diversi sfollati e senzatetto e campagne allagate con coltivazioni rovinate.

 

 

Ed è anche il momento dell’avvio della conta dei danni che, secondo i sindaci di Siracusa e Augusta, le città maggiormente colpite ieri da Apollo, Francesco Italia e Giuseppe Di Mare, "sono ingenti». «Ci vorrà un po’ di tempo per tornare alla normalità - dice Italia - l’emergenza sembra fortunatamente rientrata, ma il lavoro è continuo e costante su tutto il territorio per cercare di tornare alle condizioni di normalità».

Per Di Mare quella di ieri «è stata una giornata lunga e pesante che Augusta non dimenticherà: in poche ore sono caduti 177 millimetri d’acqua, mai vista una cosa del genere qui». E per precauzione, anche se è finito l’'isolamentò con la riapertura delle strade di collegamento, la città per disposizione del sindaco resterà chiusa. Una mareggiata ha provocato danni sul lungomare di Furci Siculo (Messina), devastando e trascinando in mare parte del marciapiede lato nord, nel tratto vicino al torrente Pagliara. Inghiottiti pure alberi, transenne e segnaletica. Le previsioni parlano ancora di pioggia per i prossimi giorni, ma non con la violenza dei giorni scorsi.

Temporali si sono abbattuti anche su parte della Calabria, spazzata anche dal vento. L’acqua è caduta intensa soprattutto nella provincia di Reggio e su tutta la fascia ionica centromeridionale. Nessuna particolare criticità viene però segnalata dalla Protezione civile regionale. Forti mareggiate, con onde molto alte, si stanno registrando nella Locride. Mentre sempre chiudersi un fronte maltempo con l’allontanamento del ciclone Apollo un altro rischia di aprirsi, ma al Nord Italia dove domani è attesa Poppea, intensa perturbazione atlantica che si presenterà sotto forma di tempesta di Halloween che porterà piogge in Val d’Aosta, Piemonte e Liguria. Per proseguire nei giorni successivi, con precipitazioni maggiormente diffuse, su Nordovest d’Italia, Sardegna e Sicilia occidentale.

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