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Cronaca

Oggi pomeriggio i funerali di Lucrezia, uccisa dal fratello

Alle 16 nella Chiesa madre le esequie della giovane  donna, 37 anni, ammazzata in casa a coltellate. Proclamato il lutto cittadino

Di Simone Russo


«Aprite le porte del Paradiso, un angelo è volato via... aveva il sole nel suo sorriso»: questa la frase scelta dalla famiglia Di Prima per l'ultimo saluto a Lucrezia Rita, la 37enne uccisa dal fratello Giovanni, 22enne, all'interno della loro abitazione in via Merano. Oggi, alle 16, nella Chiesa Madre verrà celebrato il funerale della giovane. «È stato proclamato il lutto cittadino – dice il sindaco Nino Bellia -  in concomitanza con la celebrazione dei funerali di Lucrezia, in segno di cordoglio per la sua tragica scomparsa, unendoci in tal modo al dolore dei familiari tutti e della comunità puntese. L’intera cittadinanza è rimasta sconvolta dalla tragica scomparsa di Lucrezia, conosciuta e ben voluta da tutti, pertanto ho ritenuto di interpretare il comune sentimento dei miei concittadini e dell’amministrazione comunale tutta, proclamando il lutto cittadino in segno di rispetto e partecipazione al profondo dolore della sua famiglia». Una famiglia “normale” conosciuta e voluta bene da tutta la comunità puntese. Adesso, in quella famiglia, tra quelle mura domestiche, resterà per sempre un carnefice ed una vittima. Entrambi sotto lo stesso tetto. Entrambi con lo stesso “sangue”. Il delitto della follia, purtroppo, ha scosso tutti. Nessuno riesce a capire il perché di questo folle gesto.

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Tra l'assassino e la sua vittima c'era una differenza di quindici anni. Lucrezia era stata una seconda mamma per suo fratello Giovanni. Lui, secondo quanto sembrerebbe emerso dalle indagini in corso, l'avrebbe accoltellata mentre lei si trovava in bagno. Dopo averla uccisa, avvolta in un lenzuolo e poi in alcuni sacchi di plastica, ha trascinato il cadavere per tre piani della villetta in cui abitavano. L'ha caricata sul sedile posteriore della sua auto ed ha gettato il corpo nelle campagne di Tarderia. Poche ore dopo, ha lanciato l'allarme per la presunta scomparsa della sorella. Grazie ad un lavoro massiccio dei Carabinieri di San Giovanni La Punta, il 22enne, il giorno seguente, ha confessato l'omicidio. Ancora oggi non riesce a spiegare il perché di questo folle gesto.

 

 

Ieri, intanto, su richiesta della Procura Distrettuale di Catania il Gip ha convalidato il fermo per Giovanni, ritenuto responsabile dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della sorella.  Nei confronti del ragazzo è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere in piazza Lanza. Secondo quanto emerso dalle indagini, nel primo pomeriggio del 15 ottobre, il ragazzo avrebbe deciso di uccidere la sorella poiché spinto dal desiderio di “liberare” i genitori dal peso derivante da richieste di somme di denaro, gravanti sul bilancio familiare e avanzate dalla vittima per ristrutturare un’abitazione in cui sarebbe dovuta andare a vivere con il fidanzato. Pertanto, approfittando dell’assenza dei genitori, dopo essersi appostato tra la camera della sorella e il bagno, alla vista della sorella le ha sferrato tre fendenti con un coltello da caccia provocandole la morte e spingendola nell’immediatezza all’interno della doccia. La ricostruzione della dinamica omicidiaria è stata confermata dai rilievi effettuati dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Catania mediante il “Luminol” all’interno dell’abitazione familiare e sull’autovettura.

 

 

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