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Cronaca

A Catania e Palermo è sempre emergenza rifiuti: discarica di Lentini di nuovo off limits

Cassonetti stracolmi, roghi e micro discariche nelle due città dell'Isola dove il quadro viene aggravato dalle alte temperature di questi giorni

Di Redazione

In Sicilia la spazzatura resta un'emergenza. Sicuramente in due delle principali città dell'Isola: a Palermo e a Catania, nonostante il parziale avvio della differenziata, i cumuli di rifiuti non mancano. Le alte temperature di questi giorni aggravano il quadro anche per i roghi che, nelle ore serali e notturne, vengono appiccati a micro discariche e ai cassonetti stracolmi, come se questo potesse rappresentare una soluzione al problema.

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Catania continua a svegliarsi con cumuli di rifiuti in diversi quartieri della città anche perchè dalle 11,30 di stamane la discarica di Lentini è stata nuovamente chiusa non potendo più accogliere rifiuti da conferire. A Cibali i cassonetti traboccano mentre anche nei quartieri in cui è stata recentemente avviata la raccolta differenziata, come a Picanello-Ognina, persistono le micro-discariche; gli incivili non conoscono soste e così anche laddove la spazzatura era stata raccolta dal servizio della nettezza urbana del Comune di Catania, si riformano i cumuli nelle stesse aree in cui si trovavano i cassonetti.

 

 

I vigili del fuoco sono stati invece impegnati, la scorsa notte a Palermo, a spegnere i roghi di cassonetti e di cataste di spazzatura non raccolta. I pompieri sono intervenuti di nuovo allo Zen in via Costante Girardengo e in via Nicolò Pensabene, nel quartiere Borgo Nuovo in via Cartagine, via Roccazzo, e nella zona dell’ospedale dei Bambini in via Mongitore. «Questa nuova emergenza sembra dettata da problemi organizzativi all’interno della Rap - dice Giuseppe Badagliacca segretario del sindacato Csa - il nuovo sindaco deve mettere mano, se si vogliono fornire servizi efficienti a questa città, all’organizzazione della macchina comunale ad iniziare proprio dalle partecipate. Servono competenza e professionalità per fare funzionare le aziende. Senza competenze gli effetti sono quelli a cui assistiamo ormai da anni».

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