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Cronaca

A Palermo nuovo focolaio di legionella: cos''è e come si cura l'infezione portata dall'acqua

Dopo un focolaio all’hotel Politeama, il batterio che provoca una grave forma di polmonite è stato scoperto in un edificio di via Principe di Belmonte

Di Redazione

Casi di legionella a Palermo. Dopo un focolaio all’hotel Politeama, il batterio che provoca una grave forma di polmonite è stato scoperto in un edificio di via Principe di Belmonte che, come riporta il Giornale di Sicilia, è stato sgomberato per evitare che l’infezione possa diffondersi. Altri casi sarebbero stati segnalati in alcuni quartieri della città.

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L'Asp sta controllando attentamente la situazione mentre l’Amap, che si occupa della distribuzione idrica, ha tenuto a precisare che "non è direttamente coinvolta nella gestione di questi casi, che riguardano esclusivamente impianti privati a valle dei contatori e per i quali per altro non ha ricevuto ad ora nessuna segnalazione". In ogni caso nel tardo pomeriggio dall'Asp è arrivata la seguente precisazione: «Tutti i campionamenti eseguiti a Palermo nelle condutture dell’acqua fino al contatore ad oggi hanno dato esito negativo. La presenza della legionella che supera il livello consentito dipende dai singoli impianti degli edifici». I tecnici in questi giorni stanno eseguendo controlli e campionamenti in diversi edifici del centro e le strutture del centro. «Per avere gli esiti sugli esami servono almeno dieci giorni - aggiungono dall’Asp -. La legionella, ricordiamolo, è sempre presente nei limiti consentiti». Il batterio che causa un’infezione polmonare è stato trovato in quantità superiori in un paio di casi, il primo dei quali, alcuni mesi fa, a Villa Niscemi, sede di rappresentanza del Comune. 

Altri controlli sono stati effettuati in diverse strutture alberghiere. "Domani i nostri tecnici faranno controlli in edifici in cui sono stati segnalati valori superiori alla soglia consentita - concludono dall’Asp - Verificheremo se anche in questo caso i problemi riguardano gli impianti interni degli appartamenti».  

La Malattia del Legionario, più comunemente definita legionellosi è un'infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila. Il genere Legionella, ricorda il sito Epicentro dell'Iss, è stato così denominato nel 1976, dopo che un'epidemia si era diffusa tra i partecipanti al raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. La fonte di contaminazione batterica in quel caso fu identificata nel sistema di aria condizionata dell'albergo.

Le legionelle sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi. Da questi ambienti raggiungono quelli artificiali, come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo.

La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella, oppure di particelle derivate per essiccamento. Sono stati inoltre segnalati in letteratura casi di legionellosi acquisita attraverso ferita. Non è mai stata dimostrata la trasmissione interumana della malattia.

Il tasso di mortalità può variare dal 40-80% nei pazienti immunodepressi non trattati, al 5-30% in caso di un appropriato trattamento della patologia. Complessivamente la letalità della legionellosi si aggira tra il 5% e il 10%.

Dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. Nei casi gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva. Tra le complicanze della legionellosi vi possono essere: ascesso polmonare, empiema, insufficienza respiratoria, shock, coagulazione intravasale disseminata, porpora trombocitopenica e insufficienza renale. Si cura con una terapia antibiotica. 

 

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