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Enna , avviso di garanzia al prete accusato di abusi su un minore

Cronaca

Abusi su minori, giovedì si apre a Enna il processo a Don Rugolo: e c'è attesa per il servizio delle Iene

l parroco guidava una associazione di giovani all0'interno della quale trovava le sue vittime

Di Redazione

Si aprirà il 7 ottobre il processo a carico di Giuseppe Rugolo, il sacerdote di Enna arrestato lo scorso 27 aprile con l’accusa di violenza sessuale aggravata. L'indagine della squadra mobile di Enna era stata avviata dopo la denuncia di un ventottenne che avrebbe subito abusi quando era ancora minorenne. 

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L’inchiesta della Procura di Enna ha portato alla luce presunte violenze su altri due giovani, anche loro minorenni, abusati dal parroco quarantenne. Il parroco guidava una associazione di giovani, all’interno della quale gli inquirenti hanno individuato le altre due vittime. 

Intanto, «Le Iene» hanno realizzato un servizio sulla vicenda che ha sconvolto la Diocesi che a breve andrà in onda.

 

 

Per gli inquirenti comunque ci sarebbe evidenza della prova di reità di Giuseppe Rugolo e gli elementi di prova raccolti non lascerebbero dubbi circa le gravi condotte tenute dal prelato. Tra il materiale portato a galla dagli uomini della Postale nel corso degli accertamenti eseguiti dopo il sequestro di computer e telefono, ci sarebbero numerose immagini di nudo maschile scaricate dal web e avrebbero individuato altrettanti numerosi accessi a siti con contenuti per adulti, arrivando anche ad una sessantina al giorno. I difensori di Rugolo, gli avvocati Denis Lovison e Antonino Lizio avevano presentato ricorso al tribunale del Riesame che lo ha dichiarato inammissibile e precedentemente anche il Gip che aveva firmato l'ordinanza di custodia cautelare accogliendo la richiesta della Procura, aveva rigettato la richiesta di revoca dei domiciliari per il religioso.

L'indagato è chiamato a rispondere come detto di violenza sessuale aggravata dall'aver approfittato delle condizioni di inferiorità psichica della persona offesa sottoposta al momento del fatto a limitazioni della libertà personale, nonché per aver provocato alle giovani vittime un grave pregiudizio, nonché per aver commesso atti sessuali con minori a lui affidati per ragioni di istruzione alla religione cattolica. 

 

 

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