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Cronaca

Aeroporto di Catania, "da giugno traffico a livelli pre Covid"

Nico Torrisi, Sac: "Le compagnie hanno ripreso un’importante programmazione". Le incognite tra ripresa e nuovo assetto della Camera di Commercio. La polemica con la Cgil e la posizione di Cisl e Ugl

Di Cesare La Marca

S’intravede la ripresa in fondo al lunghissimo tunnel della pandemia - e questo sono i numeri del traffico passeggeri a dirlo - tra nodi aperti, polemiche, e attesa per i primi effetti del recente scioglimento della Camera di Commercio del Sud Est, ora Camera di Commercio di Catania affidata al commissario Giuseppe Giuffrida. 
Un nuovo scenario sullo sfondo della lotta sulla privatizzazione di Fontanarossa, che intanto tra lavori in corso, cantieri da avviare e  prospettive legate alla pista per i voli intercontinentali, subordinata all’interramento dei binari da parte di Rfi, ha ripreso a macinare numeri, ma senza ancora disporre di un piano di viabilità adeguato a un grande scalo internazionale. «La stagione invernale è stata nerissima, ora le compagnie aeree hanno ripreso un’importante programmazione, dal secondo semestre dell’anno recupereremo in termini percentuali il trend di traffico del 2019 - afferma l’amministratore unico di Sac, Nico Torrisi - da giugno in poi torneremo ai livelli pre covid arrivando a circa 8,5 milioni di passeggeri nel 2022, questo per effetto del calo del primo semestre, senza cui avremmo continuato il trend di crescita oltre i 10 milioni di passeggeri. Ci stiamo preparando, per il terminal Morandi c’è una riconfigurazione prevista nel nuovo materplann, con demolizione e ricostruzione della struttura e collaudo entro il 2026». 

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Aeroporto Fontanarossa, per la Sac in corsa resta solo Nico Torrisi


In vista ci sono a breve termine i bandi per lavori di ampliamento della sala gate 14 delle partenze nazionali, e per allargare e riqualificare le aree commerciali spostando gli spazi di alcuni enti di Stato, mentre si attende il via dell’Enac alle autorizzazioni per i lavori della nuova palazzina Sac Service, oltre all’appalto integrato per l’ampliamento sala bhs (in pratica il sistema per il controllo radiogeno dei bagagli), la riconfigurazione dell’area varchi security passeggeri, e  l’ampliamento della sala partenze Shengen che sarà quasi raddoppiata, oltre all’ampliamento sala arrivi extra Shengen. Previste a breve nuove tratte per Leeds e Londra Stansted - fanno sapere da Sac - oltre alla ripresa dei voli per Dubai a giugno e due nuove rotte Ryanair per Bruxelles e Francoforte, con la novità di una “quarta macchina” fissa, notevole investimento della stessa Ryanair su Catania. Intanto restano da avviare i lavori già appaltati per la nuova viabilità esterna allo scalo, in attesa di un’autorizzazione del Comune ora in fase istruttoria. 

 


E poi c’è la polemica degli ultimi giorni tra Cgil e Sac, dietro cui secondo fonti aeroportuali e sindacali e notizie di stampa circolate online ci sarebbero non solo rilievi propri dell’azione sindacale, ma anche lo stop dell’amministratore di Sac al distaccamento retribuito di un esponente sindacale. 
«Volendo polemizzare si può dire di tutto e di più e noi ci teniamo fuori - spiega il segretario provinciale Fit Cisl Mauro Torrisi - certo la pandemia ha dato un colpo grave, sono stati realizzati i parcheggi, sulla mobilità è stato fatto qualcosa, l’infrastruttura oggi non è adeguata a uno scalo da 11 milioni di passeggeri l’anno». 


«L’aeroporto di Catania è un hub sempre più strategico nell’area euromediterranea - rilevano il segretario territoriale Ugl Catania Giovanni Musumeci e il segretario provinciale del Trasporto aereo Mario Marino - e merita una crescita strutturale capace di accompagnare il boom che si registrerà dopo l’emergenza Covid, riprendendo dagli ottimi risultati conseguiti fino ai primi mesi del 2020. In questi ultimi anni, al netto del periodo condizionato dal virus, a livello di gestione dello scalo qualcosina è stato fatto, mentre altro sicuramente si sarebbe potuto fare in termini di adeguamenti infrastrutturali ed organizzativi. Auspichiamo che sulla gestione futura dello scalo ci possa essere presto un rafforzamento del dialogo con il management, finalizzato a un’azione più intensa per recuperare il tempo perduto. E non vogliamo che la vendita dello stesso sia considerata un tabù, visto che nelle città in cui l’aeroporto è stato ceduto ai privati i risultati sono stati eccellenti. Abbiamo una sfida davanti che è quella di ripartire e, per questo, come sindacato dei lavoratori vogliamo imporci in modo propositivo, non lesinando le critiche legittime laddove è necessario, perché crediamo sia giunto il tempo di passare in modo più concreto ai fatti per non rischiare di essere superati da altre realtà concorrenti». 

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