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Cronaca

Anche a Catania studenti in piazza per Lorenzo: «Di scuola-lavoro non si può morire»

La mobilitazione è servita per  ricordare il «compagno» e manifestare contro le attuali modalità dell’alternanza

Di Redazione


Anche a Catania oggi studenti in piazza per denunciare la morte di Lorenzo Parelli, 18enne morto mentre svolgeva scuola-lavoro in una fabbrica metalmeccanica in provincia di Udine. La manifestazione è stata organizzata dai collettivi studenteschi e da vari rappresentanti degli studenti in tutta Italia. Lo slogan in tutta Italia come a Catania è stato «Di scuola-lavoro non si può morire». La mobilitazione è servita per  ricordare il «compagno» e manifestare contro le attuali modalità dell’alternanza scuola lavoro, contestando un modello che insegna agli studenti che è normale lavorare gratis, senza diritti e senza sicurezza.

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Il corteo di protesta ha raggiunto il suo culmine davanti la sede di Confindustria, dove gli studenti hanno continuato a gridare con forza le loro rivendicazioni e acceso alcuni fumogeni. «Siamo qua oggi per ricordare Lorenzo, vittima dell’alternanza scuola-lavoro - ha detto una studentessa -. Ma io mi chiedo: è stato davvero un incidente? Una morte bianca? Credo proprio di no. Lorenzo è stato ucciso da un sistema di sfruttamento. Un sistema che ci costringe a lavorare gratuitamente, senza formazione, senza sicurezza. Abbiamo fatto le nostre 8 ore di corso sulla sicurezza obbligatorio e poi ci hanno dato in pasto ad aziende pagate per assumerci, senza che noi vedessimo un soldo». 

 

 

 Per molti studenti il sistema dell’alternanza scuola-lavoro deve essere rivisto. «Perché noi - ha spiegato un altro studente - non abbiamo scelta, se non completiamo il percorso di alternanza fino all’ultimo minuto ci possiamo scordare di essere ammessi all’esame di stato. È un ricatto. E oggi questo riscatto l'abbiamo pagato col sangue. Lorenzo era uno di noi, aveva 18 anni. Dobbiamo lottare in onore di Lorenzo e rivoluzionare il sistema». 

 

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