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Cronaca

Archiviata la querela di ex capo Dia al senatore Giarrusso

L'ex M5s e adesso nel gruppo Misto per Italexit per l'Italia-Partito valore umano, come scrive il Gip Valenti nell'ordinanza "Riportò notizia falsa, ma vale l'insindacabilità parlamentare"

Di Redazione

«Ha effettivamente riportato una notizia falsa», perché «nell’audizione parlamentare non emerge nessuna responsabilità della persona offesa» nella «mancata cattura di Bernardo Provenzano», ma «l'insindacabilità parlamentare trova sempre applicazione all’interno degli istituti parlamentari». Lo scrive il Gip di Catania, Carla Aurora Valenti, nell’ordinanza di archiviazione della querela per diffamazione aggravata presentata dall’ex capo della Dia, il questore Agatino Pappalardo, nei confronti del senatore Mario Giarrusso, ex M5s e adesso nel gruppo Misto per Italexit per l'Italia-Partito valore umano. Al centro del procedimento l'esposto, presentato dall’avvocato Goffredo D’Antona, sull'intervento del senatore, il 21 luglio del 2020, davanti la Commissione nazionale antimafia, di cui fa parte, durante l'audizione del deputato regionale siciliano Claudio Fava trasmessa anche dalla web Tv del Parlamento.

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Il Gip si è espresso sull'opposizione della parte offesa dopo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Catania. Il senatore Mario Giarrusso, motiva il Gip nell’ordinanza con cui archivia l’inchiesta, «ha effettivamente riportato una notizia falsa, atteso che dalla sentenza della Corte d’assise di Palermo citata dall’indagato nel corso dell’audizione parlamentare in questione non emerge alcuna responsabilità" dell’ex capo della Dia, Agatino Pappalardo, «con riferimento alla mancata cattura di Bernardo Provenzano». «Ma - osserva il giudice - la costante giurisprudenza ritiene che 'l'insindacabilità trova sempre applicazione negli istituti parlamentari". Per la Corte di Cassazione, spiega il Gip, la "non punibilità prevista dalla Costituzione" si «applica anche ad affermazioni non corrispondenti al vero» e ogni «membro del Parlamento ha diritto di non essere perseguito 'anche se ha mentito e se, mentendo, ha diffamato qualcuno, sempre che lo abbia fatto nell’esercizio delle sue funzioni». 
 

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