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Cronaca

Catania, condannato a 16 anni di carcere il 15enne che ha ucciso la madre a coltellate a San Cristoforo

Il ragazzino confessò l’omicidio in un lungo e delicato interrogatorio dove raccontò di non aver accettato la decisione della donna di lasciare il padre detenuto

Di Laura Distefano

Sedici anni. È questa la condanna inflitta dal gup dei minorenni Rosalia Castrogiovanni al quindicenne che ha ucciso (a coltellate) nella sua abitazione la madre Valentina Giunta lo scorso 25 luglio. La giudice ha accolto la richiesta formulata dalla procuratrice dei minorenni al termine della requisitoria dove ha passato in rassegna i passi salienti dell’indagine della Squadra Mobile che in poche ore portò a identificare l’autore dell’efferato delitto.

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Il ragazzino, difeso dall’avvocato Francesco Giammona, confessò l’omicidio in un lungo e delicato interrogatorio dove raccontò di non aver accettato la decisione della madre di lasciare il padre detenuto e di prendere le distanze dalla famiglia dell’ex compagno.

 

 

Non solo, Valentina -  uccisa dal figlio mentre preparava i pacchi per il trasloco - aveva scelto anche di allontanarsi dal quartiere di San Cristoforo assieme al fratello più piccolo (che ora è stato affidato a una comunità).

 

 

Dietro questo delitto infatti c’è una storia complicata di devianza minorile e abbandono delle istituzioni, più volte denunciata dalla famiglia di Valentina (anche in un recente servizio de Le Iene), parte lesa nel processo con il legale, l’avvocato Salvatore Cannata. 

 

 

Quando il gip convalidò il fermo del ragazzino per omicidio e ne dispose l’arresto, la procuratrice dei Minori Carla Santocono sottolineò che “l’ordinanza cristallizzò la ricostruzione della condotta materiale del giovane che negli ultimi mesi viveva con la nonna paterna essendosi determinato a lasciare la casa della madre nonostante la stessa avesse mantenuto un atteggiamento protettivo verso il figlio, a fronte delle ostilità alimentate dalla famiglia del padre, detenuto da tempo per gravi reati, anche contro la persona».

 

 

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