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Cronaca

Catania, in 7 rinviati a giudizio per il crac di Banca Base

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono bancarotta fraudolenta, falso in prospetto, ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza

Di Redazione

Il Gip di Catania, Luigi Barone, ha rinviato a giudizio sette persone nel procedimento scaturito dalle indagini della guardia di finanza sul crac di Banca Base. A processo, il 27 settembre del 2022, davanti la prima sezione penale del Tribunale penale, anche l’ex presidente del Cda, Piero Bottino, e l’ex direttore generale dell’istituto di credito, Gaetano Sannolo. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono bancarotta fraudolenta, falso in prospetto, ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza.

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A giudizio anche gli ex "sindaci" Flavio Rampello e Francesco Torre, l’ex componente del collegio sindacale, Isidoro Edoardo Cutuli, e gli allora promotori finanziari Giuseppe Deiana e Andrea Pappalardo. Nel procedimento si sono costituiti parti civili diversi azionisti assistiti dagli avvocati Luca Mirone, Alessandro Palermo, Chiara Russo, Alfonso Abate e Santi Di Paola. Bottino e Sannolo erano stati arrestati e posti ai domiciliari dalla guardia di finanza e dal nucleo speciale di polizia valutaria il 19 dicembre del 2019 e rimessi in libertà dal Tribunale del riesame il 7 gennaio 2020.

 

 

Secondo l’accusa avrebbero «causato, o comunque aggravato, per effetto di operazioni dolose, il dissesto» dell’istituto di credito «facendo maturare un passivo di oltre 38milioni di euro».

Al centro dell’inchiesta della Procura di Catania lo stato d’insolvenza della Banca Sviluppo Economico s.p.a. (Banca Base) dichiarato dal Tribunale civile di Catania del 24 dicembre 2018 e confermato in appello nell’aprile 2019.

 

 

L’operazione delle Fiamme Gialle, denominata "Fake Bank", secondo l’accusa, avrebbe consentito di «tracciare la perpetrazione ripetuta di illecite condotte operate dalla governance della "fallita"banca etnea consistenti in operazioni finanziarie anti-economiche e dissipative del patrimonio societario in dispregio dei vincoli imposti dall’Autorità di Vigilanza»  
 

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