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Cronaca

Catania e l'emergenza cenere, Dusty nel mirino: «Va aspirata, soffiarla è illegale e pericoloso»

L’assessore Cantarella punta l’indice contro la società incariata della raccolta: «Mezzi inidonei a pulire, così rischi per la salute. Serve  immediato cambio di marcia»

Di Maria Elena Quaiotti

Cenere lavica: l'emergenza resta, e continuerà, fino a data da destinarsi. Nel frattempo sono tanti i dubbi sorti ai cittadini di fronte ai mezzi che, per pulire quantomeno le strade (i marciapiedi sembrano essere stati completamente dimenticati) invece di aspirare la cenere la “soffiano”, spargendola ulteriormente nell'aria con nuvole di polvere che si alzano pericolosamente ad altezza d'uomo. Altro che poter togliere la mascherina per l'emergenza Covid, qui si tratta di continuare a tenerla per non respirare la cenere lavica. 

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«È una procedura illegale – ha sbottato l'assessore all'Ecologia Fabio Cantarella, informato della situazione e davanti a immagini inequivocabili – la ditta sta utilizzando mezzi non idonei e procedure non condivise con l’ufficio comunale preposto. Proprio per questo già sabato pomeriggio ho chiesto la convocazione di una riunione urgente per lunedì (oggi, ndr) e siamo anche pronti a presentare un esposto in Procura».

Dopo oltre 40 eventi parossistici dell'Etna, in una città dove i suddetti eventi devono essere come minimo contemplati e considerato che, in città, la pulizia di strade e marciapiedi anche dalla cenere lavica rientra nel capitolato d'appalto affidato alla ditta Dusty, «si è atteso anche troppo che la ditta si dotasse di mezzi adeguati – sottolinea l'assessore – come ci aspettavamo che avesse già fatto».

Nella riunione di oggi «saranno presenti la Direzione Ecologia e la ditta. Pretendiamo un cambio di marcia immediato. Di certo non intendo più vedere le scene, riportate anche sui social, di mezzi che invece di aspirare la cenere lavica per pulire le strade la soffiano spargendola intorno e provocando ulteriore danno sia ambientale che alla salute delle persone. Il “capitolo” della pulizia dei marciapiedi non ci è di certo sfuggito e sarà predisposto un programma dettagliato. Se oggi non dovessimo avere le risposte attese, quindi l'adeguamento dei mezzi e l'immediata azione di pulizia di strade e marciapiedi secondo la legge e il cronoprogramma fissato, siamo pronti ad adottare anche misure più gravose oltre le centinaia di penali che già contestiamo ogni giorno.

«La situazione comunque resta complessa – prosegue Cantarella – la questione “cenere” non coinvolge solo il capoluogo, ma tanti Comuni etnei e in alcuni casi non ci sono neppure le risorse minime per fronteggiare questa emergenza senza precedenti. La verità è i Comuni sono in ginocchio. I mezzi che in città, ma anche in altri paesi, utilizza Dusty a mio avviso sono inidonei. Non sono un tecnico ma non ci vuole tanto per capirlo. Quindi non posso che pretendere, dopo decine e decine di eventi parossistici, che gli interventi siano efficaci sia sulle strade che sui marciapiedi e che quindi si utilizzino mezzi idonei alla rimozione della cenere. La spazzatrice non può certamente salire sul marciapiede, e il soffiatore è illegale. Quindi Dusty deve dotarsi, avrebbe già dovuto farlo, di mezzi idonei in grado di aspirare, e non soffiare, la cenere lavica sulle strade». 

A oggi, in effetti, i marciapiedi, perfino sulle arterie principali della città, sono ancora ricoperti di cenere lavica. Solo davanti ad alcune attività commerciali e abitazioni è stata rimossa, ma è davvero possibile lasciare l'attività di pulizia (a macchia di leopardo, tra l'altro) all'iniziativa privata avendo, nella città etnea, una delle Tari più alte d'Italia?

«Non c'è più tempo per la tolleranza – prosegue l'assessore –  noi vogliamo sapere come quando e dove si intende procedere, perché il piano esiste ed è chiaro: si parte dalle arterie di accesso alla città, a quelle che portano alle strutture sanitarie, agli uffici pubblici, siti di interesse e via via tutto il resto della città. Io ero convinto che la ditta si fosse già dotata dei mezzi idonei per eseguire il lavoro, ma nel rispetto della legge, perché ad oggi sta avvenendo qualcosa che è illegale. Oggi devono comunicarmi se la ditta ha acquistato o noleggiato i mezzi necessari, e come intendono procedere. Di certo come fatto fino ad oggi è inaccettabile, perché si sono create ulteriori insidie per la sicurezza dei cittadini e l'azione risulta, comunque, inefficiente».

Proprio per questo, conclude l’assessore, «ho proposto al governo nazionale l’adozione di una legge speciale sul modello Venezia, perché non è pensabile chiedere lo stato di emergenza ogni due giorni. Ci vuole una legge che regolamenti a monte il fenomeno in ogni suo aspetto. Va dato merito all’ingegnere Salvo Cocina, responsabile del dipartimento regionale di protezione civile, di aver riunito e ascoltato la voce dei comuni interessati e messo a disposizione fondamentali risorse economiche».
 

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