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Cronaca

Coldiretti: "Il blocco dei Tir sta peggiorando la situazione dell'agricoltura siciliana"

Il Car di Roma: "Nessun prodotto agroalimentare è arrivato da Sicilia e Puglia, prezzi in rialzo"

Di Redazione

 «Il blocco dei tir sta facendo peggiorare la situazione dell’agricoltura siciliana di ora in ora». Lo afferma Coldiretti Sicilia in riferimento allo stop del trasporto gommato che dura ormai da giorni. «In questo momento siamo in piena campagna agrumicola - aggiunge Coldiretti - Significa che c'è il lavoro di un intero anno di migliaia di persone che sarà buttato non solo perché è bloccato nell’Isola ma soprattutto perché stanno fioccando le disdette di ordini che vengono siglati con paesi esteri. In parole povere sugli scaffali della grande distribuzione organizzata non ci sarà un agrume siciliano compreso il famoso limone interdonato così come gli ortaggi tra cui il pomodoro di Pachino. Bloccando la raccolta e il confezionamento di tutte le produzioni si ferma l'intero sistema economico: la gente sta a casa».

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Per la Coldiretti «le proteste vanno fatte con le giuste modalità e il supporto delle istituzioni regionali a chi non mostra certo le regole è davvero un comportamento che dà le spalle a tutto il sistema agricolo siciliano». "Non c'è un solo comparto che non stia subendo i contraccolpi di questa situazione. Da quello zootecnico, con latte, formaggi yogurt e animali da vita bloccati, a quello ortofrutticolo fino ai frutti tropicali su cui gli agricoltori hanno investito proprio perché esportati», conclude Coldiretti Sicilia. 

 Nessun prodotto agroalimentare proveniente dalla Sicilia e dalla Puglia è arrivato oggi al Centro Agroalimentare Roma, il più grande Mercato d’Italia, e sono a disposizione prodotti in arrivo dalla Spagna, insufficienti a soddisfare l’intera domanda, e ciò porterà ad un ulteriore incremento dei costi. Lo rende noto il Car di Roma a proposito delle ripercussioni a causa dello sciopero degli autotrasportatori e del conseguente blocco della circolazione dei tir, che già nelle prossime ore rischia di paralizzare l’intero comparto agroalimentare italiano. 


 «Abbiamo disponibilità di prodotti locali, la cui distribuzione non è stata impattata dallo sciopero -commenta Fabio Massimo Pallottini, Direttore Generale del Centro Agroalimentare Roma- la situazione che abbiamo davanti rischia di far saltare le logiche dell’intera filiera agroalimentare. Gli agricoltori dovranno continuare a raccogliere i prodotti nei prossimi giorni, anche se non riusciranno a distribuirli. Allo stesso tempo la merce già raccolta e rimasta bloccata per lo sciopero, sarà destinata solamente ai mercati vicini e non alla grande distribuzione». «I consumatori dovranno rinunciare ai prodotti italiani che arrivano dal Sud dell’Italia come ad esempio l'arancia», conclude la direzione del Car. 
 

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