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Cronaca

Contratti vip e consulenze per gli “affetti stabili”, il Cefpas “assumificio” (trasversale) dei politici: tutti i nomi

Caltanissetta, l’ente per la formazione in sanità - fiore all'occhiello della Regione - distribuisce posti ai “parenti di...”: fra cui la figlia di Miccichè, la moglie di Gallo, la compagna del sindaco Gambino e il nipote dell’ex assessora Candura. Assunti molti familiari dei dipendenti. Il costo complessivo? Circa 4 milioni in due anni

Di Mario Barresi

Questa è una realtà che non ha bisogno di diventare bellissima. Perché lo è già. E lo sarà sempre più, perché sul Cefpas la Regione punta tutto (con un investimento di oltre 100 milioni, al netto del Pnrr) per far sì che il futuro, a Caltanissetta, possa essere  ancor più radioso. Il “Centro per la Formazione Permanente e l'Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario”, la fucina dei manager siciliani, è davvero un fiore all’occhiello della Regione. A partire dal presidente Nello Musumeci e dall’assessore Ruggero Razza, che hanno messo l’ente controllato nelle mani di un uomo di assoluta fiducia: Roberto Sanfilippo. Il manager, introdotto nel “Pizzo Magico” da Raffaele Stancanelli (di cui fu direttore generale al Comune di Catania  all’epoca della sindacatura), è riuscito a restare nelle grazie di Palazzo d’Orléans anche dopo la rottura fra il presidente e l’eurodeputato meloniano.

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Del resto Sanfilippo gode di una stima che va oltre gli steccati dei partiti: vicino a Davide Faraone all’epoca di massimo fulgore, si ricordano ancora i party renziani nella villa di Mondello sede di “EuRo”. Il ricco ente di formazione professionale, il cui nome è la crasi fra Eugenio e Roberto: il primo è Eugenio Ceglia, storico socio di Sanfilippo, oggi potentissimo vicecapo di gabinetto di Musumeci, uno degli uomini più influenti della Presidenza. Così come il direttore di Cefpas, che Razza ha voluto fra i 14 della task-force per la spesa del Pnrr in sanità.

Il Cefpas è al centro di un ambizioso progetto di sviluppo del governo regionale. Che a Caltanissetta, in questi anni, non ha mai fatto mancare attenzioni. Né soldi. In ognuno degli ultimi due bilanci regionali 5,4 milioni di contributo ordinario per la gestione dell’ente.

Dalla Regione arrivano anche i 24 milioni del progetto Sanità Digitale, dopo i 33 milioni di «fondi straordinari per il rilancio» nel 2020. E poi 67 milioni d'investimento in conto capitale per le strutture di Caltanissetta e Monreale. Tanta fiducia anche dal ministero della Salute: fra i tanti progetti finanziati, spicca la digitalizzazione dei Dea con un contributo statale di 140 milioni.

Per crescere, però, non servono soltanto nuovi padiglioni. Ma anche risorse umane all’altezza della situazione.

L'ente regionale, istituito nel 1993, ha una dotazione organica di 93 dipendenti, di cui 69 in servizio. Il costo del personale, secondo uno studio del M5S sugli enti regionali, è salito da 1,8 a 3 milioni nell'ultimo anno. Un dato legato anche alle cresciute attività, per le quali è necessario l’aiuto di aziende specializzate: oltre 55mila euro alla Engineering per le risorse umane; 74mila alla PWC e 134mila alla Link Audit per il personale economico-finanziario; 110mila in tre anni a un consulente del lavoro.

Il Cefpas ha avviato una massiccia campagna acquisti, che va ben oltre i consueti incarichi di docenza per i corsi di formazione: amministrativi a tempo determinato, professionisti per rimpolpare la struttura speciale su appalti e contratti, architetti e ingegneri per costituire l’unità di progettazione e direzione lavori, ma anche incarichi-ponte di dirigenza e una raffica di contratti di collaborazione.

E qui arriva il conto più salato: fra 50 contratti a tempo determinato e 28 incarichi di consulenza, la spesa di Cefpas supera i 3,7 milioni in due anni.

Tutto normale, legittimo. Anzi: auspicabile, in un processo di crescita di quella che è già una realtà d’eccellenza. Se non fosse che, dal corposo carteggio della Fp Cgil con la direzione generale del Cefpas, emergono numerose «anomalie nelle procedure» di reclutamento, di selezione, di conferimento degli incarichi e delle consulenze. La Sicilia, partendo dalle segnalazioni dei battaglieri sindacalisti Rosanna Moncada e Angelo Polizzi, ha approfondito con atti e riscontri. Dai quali emerge che un’altissima percentuale di assunti è formata da parenti di dipendenti del Cefpas, in alcuni casi legati ai vertici. Con la visibile presenza di un’altra categoria molto speciale: i coniugi-figli-nipoti-congiunti dei politici, tutti “affetti stabili” che trovano un posticino a Caltanissetta. A scanso di equivoci: le presunte irregolarità procedurali non sono legate ai nomi degli assunti eccellenti (alcuni con un curriculum davvero di livello), che però colpiscono per l’incidenza statistica sui contratti dell’ultimo biennio.

Entriamo nel dettaglio. A cominciare dal bando più contestato dai sindacati: quello per il personale a tempo determinato riservato agli «iscritti all’Albo tutor e altre figure professionali». C’è innanzitutto un problema di «mancanza di adeguata pubblicità-trasparenza»: un avviso pubblicato sul sito di Cefpas e poi, due settimane dopo, le selezioni dei fortunati iscritti all’“albo d’oro”. I quali, dopo l’assunzione, sarebbero stati «assegnati ad attività ordinarie o diverse dal progetto per cui sono stati presi». Gli assunti? In tutto 22 nella prima tranche del 2020 e 2021, ora altri 9 incarichi: un anno di contratto, 100 ore mensili, in media 1.700 euro lordi al mese. Fra i selezionati qualcuno ha legami diretti o di parentela con la politica: Domenico Scicolone (presidente del consiglio comunale di Palma di Montechiaro), Salvatore Pace (ex consigliere comunale di Serradifalco), Alessandra Pidalà, nel coordinamento provinciale di Forza Italia a Messina come responsabile eventi e manifestazioni, fan sui social della deputata regionale Bernardette Grasso, e Clelia Siviglia, figlia dell’ex sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia.

Ma la parte del leone la fa chi gioca in casa. Fra gli assunti (in questo caso usiamo le iniziali, poiché i congiunti non sono personaggi pubblici), infatti, risultano molti familiari dei dipendenti Cefpas: L. M. (moglie), S. L. (fratello), C. V. (sorella), L. V. (cugina), I. M. (parente). Agli atti anche la selezione di tre figure a vario titolo legate al direttore amministrativo del Cefpas: A. P. (fidanzata del figlio, poi assunta, sempre a tempo determinato, in altra struttura dell’ente), S. P. (moglie del nipote, poi dimissionaria) e A. G. (ex autista). Il manager in questione è Giovanni Mauro, ex presidente della Provincia di Ragusa, oltre che ex deputato e senatore di Forza Italia. Il direttore amministrativo è già salito agli onori della cronaca più recente per un’altra strana coincidenza: la sua presenza, da “studente”, al corso di formazione manageriale per aspiranti direttori generali, sanitari e amministrativi. Organizzato dal Cefpas, di cui Mauro è il massimo vertice amministrativo.

 

 

Il costo di quest'operazione, carte alla mano, è di oltre un milione e mezzo: 1.223.661,56 euro per 19 unità categoria C (contratti di 12 mesi prorogati di altri 12), più 289.814,58 euro per le altre nove assunzioni per un anno.

La seconda contestazione di Fp Cgil è sulla «selezione a tempo determinato di personale in possesso di pluriennale esperienza nel settore contratti e appalti». Un avviso pubblico e due graduatorie «attraverso valutazione comparativa» di curriculum e colloquio. Anche in questo caso segnalate alcune «anomalie», fra cui la cancellazione dal bando, rispetto alla delibera iniziale del 2021, del possesso di alcuni requisiti di esperienza. In tutto sei assunti, fra cui S. M., sorella di dipendente Cefpas, e Carla Delpopolo, figlia e sorella di due noti politici nisseni, l’ex consigliere provinciale Antonino Delpopolo e l’ex consigliere comunale Giulio Delpopolo. Il costo per le casse dell'ente (e quindi dei cittadini siciliani)? Per le 5 assunzioni categoria C in tutto 322.016,20 euro per due anni,  a cui si aggiungono 69.772,12 euro per 24 mesi di contratto per un assunto categoria D.

La prima Vip di caratura regionale spunta dalla selezione per assumere professionisti nella struttura Cefpas che si occupa di progettazione e direzione dei lavori: Virginia Miccichè, figlia del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. Con un giallo segnalato dai sindacati: il termine per la presentazione delle istanze era fissato alle ore 23:59 del 4 gennaio 2021, mentre dai verbali risulta che la commissione ha deciso di esaminare «la seconda istanza inviata dalla candidata il 5 gennaio», contenente «allegati non inseriti nella precedente», mentre ha escluso dalla selezione un altro aspirante che aveva presentato la domanda fuori termine, sempre il 5 gennaio.

Per questa categoria di assunti il costo, per l'ente pubblico regionale, è di oltre un milione in due anni: 907.037,56 euro per i 13 ingegneri e architetti inquadrati come categoria D, più altri 69.772,12 euro per un ingegnere industriale destinato alle «iniziative del Cefpas finanziate con risorse extra ordinarie»; ai profili tecnici bisogna aggiungere anche altri due contratti (128.806,48 euro per il biennio) per «personale tecnico in possesso di pluriennale esperienza nel settore preventivazione, misura e contabilità dei lavori» sempre per l'ormai mastodontica struttura di progettazione e direzione lavori.

 

Un altro capitolo riguarda gli incarichi di dirigente, i cosiddetti «ex art. 15 octies» del decreto 502/1992, per i quali «i profili professionali ricercati e i requisiti specifici sembrano fotografare i vincitori». Che alla fine sono otto, molti dei quali dipendenti della direzione Cefpas con annessa richiesta di aspettativa non retribuita per onorare il ben più conveniente contratto dirigenziale. Fra i fortunati c’è anche Mario Li Castri, sotto processo per il giro di tangenti nell’edilizia privata al Comune di Palermo. Allo stesso Li Castri, ricorda la Cgil, «era stata assegnata una trattativa diretta, con procedura sotto soglia mediante il Mepa di Consip, il servizio di progettazione architettonica e direzione lavori dei padiglioni 7 e 13 del Cefpas».

Ma la maggiore discrezionalità (e dunque l’elenco più lungo, anche di volti noti) è negli incarichi di consulenza cosiddetti «ex art. 2222». Qui ricorrono nomi già vincitori di altre selezioni citate. Ma nel plafond “iniziale” di 740.478,58 euro entrano i contratti ad alcuni professionisti tutt’altro che anonimi. Qualche esempio? Simona Sinatra (23.800 euro), moglie del deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo Afflitto, ma anche figlia del potente imprenditore Vincenzo Sinatra, finito agli arresti domiciliari in un’inchiesta dei pm di Agrigento per aver costruito un parcheggio abusivo a supporto del suo hotel nell’area della Valle dei Templi; Epifanio Candura (16.422 euro), nipote di Giovanna Candura, ex assessora cuffariana all’Industria, oggi dirigente regionale e coordinatrice nissena di DiventeràBellissima, ma anche commissaria della Camera di commercio di Caltanissetta e soprattutto neo-presidente di Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania; sempre in quest’area politica c’è Andrea Nicosia (12.800 euro), ex presidente del consiglio comunale di Vittoria, molto vicino a Razza che l’ha avuto anche nel suo staff in assessorato, e poi ancora due esponenti nisseni di Fratelli d’Italia, il coordinatore provinciale Fabiano Lomonaco (un incarico da 2.595 euro e poi uno da 10.200) e il dirigente Damiano Lauretta (per lui 18.700 euro).

 

 

Tutto si può dire, tranne che il Cefpas non sia «aperto a tutti». Il che confermerebbe la tesi, diffusa in ambienti sindacali, di una pax - di fatto sancita grazie agli incarichi dell’ente regionale - fra le varie parti che negli anni hanno dominato la sanità nissena: quella filo-musumeumeciana in carica, che fa capo al manager dell’Asp, Alessandro Caltagirone; quella legata al deputato regionale forzista Michele Mancuso, a cui ora è vicina Marcella Santino, direttore sanitario dell’Asp ed ex assessore comunale con i Ds; e infine quella di sinistra, dell’ex vicesindaco e deputato nazionale ulivista Angelo Lomaglio, nominato direttore del Cefpas all'epoca dal governo di Rosario Crocetta.

E così, oltre ai posti al centrodestra “filo-Nello”, c’è pure una consulenza per la figlia della dirigente (in uscita) Santino, Sharon Roccia: "Supporto Direzione formazione", 1.700 euro lordi al mese per un massimo di 20.400 fino a maggio 2023. Anche l’ex direttore diessino Lomaglio resta nell’orbita del munifico ente: a lui 8.500 euro per 85 ore di docente in corsi per operatori socio-sanitari; alla sua ex segretaria al Cefpas, Crocifissa Contino (moglie di un metronotte in servizio sempre nel centro), incarico di «esperto di gestione e implementazione del Sistema Caronte» da 13.500 euro. E, nella silenziosa Caltanissetta amministrata dal M5S, c’è spazio anche per una consulenza alla compagna del sindaco Roberto Gambino: complessivi 10mila euro all’architetta Clelia Petronillo Parrinello per un «laboratorio di Arti Terapie» e per il «progetto FormaInfortunio».

Twitter: @MarioBarresi

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