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Cronaca

Dai furti e allo spaccio di droga, sgominata banda “multitasking” a Palermo

Assalti a supermercati e distributori di benzina ma anche spaccio allo Sperone e stupefacenti per i carcerati

Di Redazione

I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza del gip del tribunale di Palermo nei confronti di 11 persone (6 sono stati portati in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 3 agli obblighi di dimora), accusati di furto aggravato, riciclaggio e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini sono state coordinate dalla procura.

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L'attività investigativa, condotta dai militari della Compagnia di Palermo San Lorenzo tra marzo e agosto del 2019, ha fatto luce su due gruppi in collegamento tra loro che avrebbero commesso furti sia nel capoluogo che in provincia, a esercizi commerciali e distributori di benzina.

Nel corso delle indagini sono stati documentati furti a due supermercati di Palermo (la banda sarebbe riuscita a portare via le casseforti con un bottino di 70.000 euro) oltre a due tentativi di furto presso un impianto sportivo e a un distributore di carburanti. Gli investigatori avevano già arrestato in flagranza di reato 5 persone per il tentato furto ai danni di un supermercato di via Messina Marine. 

Ma era una banda "multitasking" in grado di passare da un reato all'altro. Alcuni degli indagati, dopo gli arresti, per rimpinguare le casse dell’organizzazione avrebbero infatti spacciato cocaina, hashish e marijuana nel quartiere Sperone. Inoltre avrebbero anche cercato di portare alcune dosi nel carcere di Trapani ad un detenuto che avrebbe chiesto l’hashish con un microtelefono che è stato poi individuato e sequestrato insieme alla droga dagli agenti della polizia penitenziaria.

Questi i nomi degli indagati: in carcere sono stati portati Giuseppe Ferruggia, 41 anni, Vincenzo Mazzola, 21 anni, Salvatore Dragotta, 47 anni, Salvatore Ferrante, 37 anni, Filippo Raccuglia, 23 anni, Damiano Tarantino, 28 anni; ai domiciliari, Michele Marino, 39 anni e Francesco Palazzotto, 62 anni. Obbligo di dimora, infine, per Pietro Tinnirello, 36 anni, Giacomo Pierlongo, 33 anni, e Fabrizio Leonardi, 52 anni

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