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Cronaca

Denise, ex pm Angioni a processo: «Soltanto così si saprà la vera sorte della bimba»

Al via il processo che vede imputata l'ex pm, che adesso lavora a Sassari. Nell’udienza di oggi (prima del rinvio al prossimo 10 gennaio) è stato deciso di non ammettere in aula le telecamere di una tv del gruppo Mediaset

Di Redazione

E’ stato avviato stamane, nell’aula «Paolo Borsellino» del Tribunale Marsala, davanti al giudice monocratico Giusi Montericcio, il processo che vede imputata l’ex pm Maria Angioni con l’accusa di false informazioni a pubblico ministero. Il caso si inserisce nell’ambito dell’inchiesta bis per il sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo il primo settembre 2004, quando aveva poco meno di 4 anni. A sostenere l’accusa contro la Angioni sono i pm Roberto Piscitello e Giuliana Rana. La sola attività svolta nell’udienza di oggi (prima del rinvio al prossimo 10 gennaio) è stata la decisione del giudice di non ammettere in aula le telecamere di una tv del gruppo Mediaset.

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Non sarà possibile effettuare riprese durante le fasi del processo, ma soltanto per 5 minuti prima e dopo le udienze. Ad opporsi alle telecamere, non ravvedendone l’interesse pubblico, è stata l’accusa, mentre la difesa della Angioni (avvocati Stefano e Andrea Pellegrino) non si sono opposti. "Ho fiducia in questo processo - ha detto Maria Angioni (attualmente giudice del lavoro a Sassari) dopo la conclusione dell’udienza - perché aiuterà a ristabilire la verità. Abbiamo una lista testi che contribuirà a ricomporre i vari tasselli. Solo così si capirà qual è stata la sorte della bambina, la cui scomparsa è un vulnus, una ferita, per la repubblica, per lo Stato. Io ho massima fiducia nella magistratura, della quale, del resto, faccio parte. Ognuno, in questa vicenda, secondo le sue prerogative, ha fatto il suo dovere.

 

 

Nella vicenda Denise, le cui indagini ho coordinato anche io quando ero pm a Marsala, dove sono arrivata mi pare a fine settembre 2004, ci sono ancora particolari da approfondire, come quella dell’auto guidata da una donna che il giorno del sequestro fu vista procedere a folle velocità, urtando anche contro un marciapiedi, con a bordo una bambina che agitava la manina. Nell’auto i carabinieri del Ris rilevarono un’impronta di bambino o bambina. E se non è facile rilevarne il Dna, quantomeno si può rilevare l’età della bambina che era in auto. Dallo scorso maggio in poi, io ho fatto da battitore, nella speranza che i cacciatori entrassero in azione». «E sono stata felice quando ho saputo che i carabinieri di Trapani (su richiesta della Procura di Marsala) - ha proseguito - hanno avviato nuove intercettazioni. E anche se adesso la nuova indagine è stata archiviata, non è detto che non possa essere nuovamente riavviata se vengono fuori altri elementi. Non sono soltanto le stragi della Repubblica a meritare attenzione, ma anche la scomparsa di una bambina è un motivo per andare fino in fondo». 
 

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