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Cronaca

Divorziati da 4 anni ma ancora sposati per il Comune di Milano

La coppia si era sposata a Palermo nel 1999 ma la variazione da coniugati a stato libero era arrivata al capoluogo lombardo solo lo scorso giugno

Di Claudio Scarinzi 

Hanno divorziato da quasi quattro anni a Milano, dove risiedono dopo aver celebrato il matrimonio a Palermo, ma per il Comune lombardo risultano ancora sposati, nonostante le numerose richieste di risolvere il problema da parte di un loro avvocato all’amministrazione. Per l’Ufficio Anagrafe-Stato Civile sono ancora legalmente congiunti con tutte le conseguenze, fra cui quella di non poter contrarre un nuovo sposalizio, come vorrebbe l’ex marito. 

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La vicenda è stata spiegata oggi dall’avvocato Elena Tamburini, che ha prodotto l’intera documentazione. La coppia, già abitante nel capoluogo lombardo, si era sposata nel 1999 a Palermo. Nel 2017 ha divorziato a Milano. Quando l’ex marito ha scoperto di essere per errore ancora sposato ha anche prodotto la comunicazione, peraltro non necessaria, della sentenza di divorzio mandata dal Tribunale di Milano al Comune di Palermo nel 2017 e ancora la comunicazione da parte del Comune siciliano al Comune lombardo di aver annotato il divorzio nel 2019. 


 Tutto inutile, anche la recente consegna della sentenza a mano da parte del mancato sposo. E così il matrimonio rischia di andare in fumo. Anzi rischiava. Perché c'è poi stato il lieto fine. Di nuovo a poche ore dall’uscita del caso sui quotidiani on line il Comune di Milano ha comunicato la correzione dell’atto allo Stato Civile. Il Comune ha però voluto chiarire «di aver ricevuto indicazioni da Palermo a giugno scorso della variazione anagrafica da coniugati a stato libero». Al di là dell’episodio specifico, una grande città riceve migliaia di richieste di variazione anagrafica. 
 «E' incredibile che un’amministrazione descritta come efficiente - sottolinea l’avvocato Elena Tamburini - dopo tanti anni non avesse ancora aggiornato lo Stato Civile. Ancor più grave che nulla si sia mosso nonostante il mio intervento giuridico, almeno da marzo scorso, a tutela della coppia che ha divorziato. E infine che la correzione sia arrivata solo dopo l'intervento della stampa».

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