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Cronaca

Dopo "Apollo" in Sicilia è disastro agricoltura: campagne allagate e raccolti perduti

Le associazioni di categorie ma anche singoli imprenditori e agricoltori denunciano e mostrano i danni ingenti che ha subito il comparto

Di Redazione

Intere piantagioni di agrumi spazzate via, coltivazioni di ortaggi sommersi dall’acqua cosi come gli impianti di irrigazione ma è anche impossibile entrare nei campi trasformati in laghi per la semina mentre con squadre di operai stanno cercando di liberare le strade rurali dai detriti e si spostano i sacchi di cenere dell’Etna posti a protezione delle case. E’ quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti sugli effetti del passaggio del ciclone Apollo in Sicilia. In una settimana si sono abbattute sull'Isola ben venti eventi estremi tra tornado e bombe d’acqua che hanno colpito anche le infrastrutture aggravando lo stato delle reti viarie dove si creano voragini sempre più pericolose, sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (ESWD) elaborati dalla Coldiretti. Siracusa e Catania sono state le provincie più colpite con le campagne coperte da acqua e fango per le intense precipitazioni che hanno provocato anche l’esondazione dei fiumi. La Coldiretti è ora impegnata a sostegno degli imprenditori agricoli e nella ricognizione dei danni provocati dall’uragano. 

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L'azienda agricola Patanè posta un video molto eloquente dei danni subiti nel proprio limoneto di contrada Pantanelli a Siracusa dovuti all'esondazione del fiume Ciane.

 

 

Anche Confagricoltura lancia il suo grido di dolore per i danni provocati dal maltempo in Sicilia con Siracusa e Catania che stanno fortemente subendo le conseguenze di quanto è successo. La situazione si presenta critica in tutta la provincia di Siracusa: si segnala la completa distruzione degli ortaggi autunnali annegati in pieno campo. Completamente distrutti o estirpati anche i nuovi impianti di agrumi e si segnalano danni a serre e strutture. A Lentini la furia del tempo ha tirato fuori perfino le tubature d’irrigazione principale, da una profondità di quasi un metro. Numerose - sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - sono le zone rurali che sono rimaste completamente isolate, devastate da acqua e fango. Nella Piana di Catania, a Paternò ad esempio, alcune strade sono completamente sparite per i forti allagamenti con distruzione di tettoie e muri di sostegno. A Palagonia l’esondazione del fiume ha completamente sepolto con acqua e fango i nuovi impianti di agrumi. Condizioni gravi si sono registrati a Scordia (città che ha contato anche due vittime) dove le aziende agricole si sono letteralmente trasformate in laghi. "Ora è la Sicilia ad essere in piena emergenza - rimarca Confagricoltura - e queste situazioni si ripresentano, purtroppo, con sempre maggiore frequenza. Nessuna regione, da Nord a Sud, è risparmiata da questi fenomeni, a dimostrazione della fragilità dei nostri territori. Prevenzione e messa in sicurezza vanno considerate una priorità a cui vanno dedicate adeguate risorse»

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