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Cronaca

Dopo Noto e Palermo, la foto di Catania: Selvaggia Lucarelli e il tour dei problemi della Sicilia

La giornalista e influencer chiede aiuto per la città etnea invasa dai rifiuti: «Ed è urgente»

Di Redazione

Dopo le immagini delle microdiscariche abusive di Noto e e delle bare insepolte nel cimitero di Palermo, la giornalista e influencer Selvaggia Lucarelli conitnua a occuparsi dei problemi della Sicilia postando stavolta una foto di Catania invasa dai rifiuti e scatenando ancora una ridda di commenti di fronte alle montagne di spazzatura che invadono ancora la città nonostante i vari decreti d'urgenza della Regione che prima aveva dirottato l'immondizia catanese a Gela e giovedì ha trovato la sponda di Palermo con la discarica di Bellolampo che dovrà accogliere gli autocompattatori provenienti dalla città etnea.

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Selvaggia Lucarelli stavolta non è a Catania, è stata in vacanza in Sicilia quest'estate, e ha visitato anche la città dell'Elefante Catania nel giorno in cui ha fatto una gita sull'Etna. Quindi la foto l'ha postata da Milano e a inviargliela sarebbe stato un amico catanese. A corredo dell'immagine la giornalista scrive: «Perché i turisti se ne vanno, ma i problemi restano. La Sicilia ha bisogno di aiuto, ed è urgente». Il post è diventato virale, è stato condiviso da migliaia e migliaia di persone e ha generato tantissimo commenti.

 

 

Il problema è questo aiuto invocato dalla Lucarelli tarda ad arrivare. Anche perché la “toppa” d’emergenza della discarica palermitana adottata dalla Regione con il decreto di giovedì scorso per il “conferimento straordinario di rifiuti solidi urbani prodotti dal comune di Catania presso la piattaforma impiantistica di Bellolampo” non pare essere sufficiente per azzerare il bilancio a debito di tonnellate ancora sulle strade, che si sta dunque cercando di fronteggiare come possibile, ovvero alla giornata e sull’orlo dell’ennesimo collasso del sistema discariche, con conferimenti contingentati all’impianto di Lentini, che dopo il trattamento trasporta se può l’indifferenziata nei tre impianti indicati dalla precedente direttiva regionale, ma con i cancelli di Gela sbarrati.

 

 

«Stiamo cercando di recuperare trasportando ogni giorno alla Sicula qualcosa in più rispetto alle 500 tonnellate che la città produce - ha spiegato  l’assessore all’Ecologia Fabio Cantarella - cioè in media circa seicento tonnellate o più, ma è evidente che il recupero dell’arretrato sarà più lungo del previsto, almeno finché non saranno esitati gli adempimenti tecnici e amministrativi per il trasporto a Bellolampo, tra cui la firma del contratto e il pagamento anticipato che ci è stato richiesto, 200 euro a tonnellata per un massimo di 1.500 tonnellate, dunque 300mila euro. A fronte di questo siamo riusciti a recuperare in parte alcune delle situazioni più critiche nei quartieri, ma tante altre ne restano». 

 

Ieri infatti nei quartieri alcune delle batterie di cassonetti al centro dell’emergenza negli ultimi giorni sono apparse quasi miracolosamente svuotate, anche se a ricordare la crisi in corso sono stati i cumuli di rifiuti rimasti attorno ai cassonetti, in attesa della raccolta “d’emergenza” effettuata non con i compattatori ma con i bob cat e l’impegno manuale degli operatori. 

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