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Cronaca

Duplice delitto D'Agostino, legale di Contrada: «Lesi i suoi diritti»

L’ex numero due del Sisde, che oggi avrebbe dovuto deporre al processo per l’omicidio dell’ex agente, ucciso insieme alla moglie nel 1989, non è potuto essere presente in aula per motivi di salute

Di Redazione

«Il prefetto Bruno Contrada non è potuto comparire per deporre al processo Agostino perché gravemente ammalato. Ad ogni modo, è intenzione di questa difesa quella di denunciare, con una prossima iniziativa, l’ulteriore violazione dei diritti umani effettuata nei confronti di Contrada, il quale, già nel processo svoltosi con rito abbreviato davanti al Gup, è stato di fatto processato per reati molto gravi senza essere mai stato né convocato né sentito né nel processo né durante la fase delle indagini preliminari».

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Lo dice l’avvocato Stefano Giordano, legale dell’ex numero due del Sisde Bruno Contrada che oggi avrebbe dovuto deporre al processo per l’omicidio dell’ex agente Nino Agostino, ucciso insieme alla moglie nel 1989. «Appare assurdo come in questo paese sia ancora consentito fare processi senza tutelare i diritti delle persone che vengono giudicate e quindi senza le garanzie che la Costituzione, la Cedu ed il codice pongono a tutela dell’indagato e dell’imputato. - aggiunge - E’ certamente agevole celebrare i processi contro persone che non hanno alcuna possibilità di difendersi». "Solo negli scorsi giorni sono venuto in possesso della requisitoria della Procura Generale e della sentenza del processo per la morte di Agostino celebrata con il rito abbreviato. La sentenza, mai comunicata al mio assistito né al sottoscritto da alcun organo giudiziario, contiene gravi violazioni convenzionali, tra cui il diritto alla presunzione di innocenza e il diritto di accesso al giudice, tutelati dagli artt. 3 e 13 Cedu», prosegue. 

«Per questo motivo agiremo davanti alla Corte Europea per la violazione di questi diritti e sarà mia cura interloquire con la Procura Generale e sopratutto con la Corte di Assise, in via ufficiale, affinché il dott. Contrada possa rendere dichiarazioni, eventualmente dal domicilio, nella veste di indagato di reato connesso. - conclude - Nei prossimi giorni, sarà cura di questa difesa presentare una articolata memoria alla Corte affinché non vengano ulteriormente violati i diritti costituzionali e convenzionali del mio assistito e la memoria verrà inviata altresì alla Procura Generale per le opportune valutazioni». 
 

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