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Cronaca

«Ho ucciso Elena a casa poi ho portato il corpo in un terreno vicino», il racconto choc di Martina ai pm catanesi

La madre della bambina trovata morta è crollata dopo ore di interrogatorio, ma non ha ancora spiegato il perché. La donna è stata fermata per omicidio aggravato e occultamento di cadavere. L'autopsia spiegherà come la piccola sia stata ammazzata

Di Fabio Russello

«L’ho uccisa a casa a Mascalucia e poi ho nascosto il cadavere in un terreno vicino abbandonato». Sono quelle le parole di Martina Patti, 23 anni, la donna che si è autoaccusata dell’omicidio della figlia Elena Del Pozzo, 5 anni il prossimo mese di luglio. Ai pm di Catania e agli investigatori dei carabinieri che l’hanno interrogata per ore la ragazza non ha saputo spiegare il perché abbia deciso di uccidere la figlia.

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Il corpicino della bimba è stato trovato – proprio sui indicazione di Martina Patti – in un campo incolto a poche centinaia di metri dall’abitazione all’interno della quale si sarebbe consumato il delitto. Era coperto con della terra e della cenere vulcanica. Il delitto sarebbe commesso dopo che la donna aveva preso la bambina all’asilo, mentre era sola in casa. La Procura ha deciso il fermo della donna per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Nel racconto di Martina ci sono ancora troppo lati oscuri perché sembra non sia stata in grado di raccontare come Elena sia stata uccisa. L’autopsia servirà a fare chiarezza anche sul come la bimba sia stata uccisa.

 

 

 

IL FINTO RAPIMENTO L’allarme era scattato ieri sera quando la donna si è presentata dai carabinieri raccontando che sua figlia era stata rapita mentre era con lei in auto a Piano di Tremestieri Etneo. Un racconto che aveva sin da subito mostrato troppe lacune. Ai militari dell’Arma della tenenza di Mascalucia, paese dove vive, la donna ha raccontato, disperata in lacrime, che stava rientrando a casa, dopo avere preso la figlia all’asilo, quando tre persone incappucciate e una armata di pistola hanno aperto la portiera della sua vettura prelevando e portando via Elena.

 

 

Una versione troppo lacunosa che ha spinto i carabinieri e la Procura di Catania ad approfondire molti aspetti legati alla vita privata della donna. Subito esclusa la pista della criminalità organizzata e il rapimento a scopo di estorsione. E infatti il sindaco Enzo Magra aveva subito parlato di dinamiche familiari.

LA SVOLTA Nella notte la svolta quando la donna è crollata di fronte alle incongruenze e alLe carenze del suo racconto. Il procuratore Carmelo Zuccaro ha spiegato che la donna ha fatto dichiarazioni confessorie indicando anche il luogo dopo poi effettivamente è stato ritrovato il cadavere della piccola. La confessione è stata piena anche se come detto ci sono ancora dei punti da chiarire.

 

 

IL GIALLO: Il padre della bambina in passato è stato denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato anche indagato per una rapina, reato, quest’ultimo, da cui è stato poi assolto per «non avere commesso il fatto».

Un episodio che è stato ricordato dalla sorella del padre della piccola, Vanessa Del Pozzo: «Martina Patti, la mamma di Elena, voleva incastrare mio fratello. Un anno fa mio fratello fu accusato ingiustamente di una rapina, ma fortunatamente fu scagionato completamente. Quando dal carcere passò ai domiciliari, sotto casa trovammo un biglietto di minacce con scritto: “non fare lo sbirro, attento a quello che fai”. Mio fratello non sa nulla di nulla. A quel biglietto la madre della bimba ha fatto riferimento dicendo che avevano rapito Elena».

 

 

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