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Cronaca

Lo sterno e una costola rotta e tanti lividi sul corpo martoriato di Debora: ecco perché Leonardo resta in carcere

Dal giorno della morte alla chiamata dei soccorsi sono passate 35 ore e l'uomo ha cercato anche di pulire le tracce di sangue sparse per la casa

Di Mario Previtera

La frattura dello sterno e di una costola, ecchimosi in varie parti del corpo, la circostanza che pur sapendola morta abbia attesa un giorno e mezzo prima di avvisare il 118, le versioni contradditorie su quanto accaduto rese prima al personale del 118, poi ai carabinieri intervenuti sul posto e poi ancora rispetto a quelle rese al pm che lo ha interrogato e anche la presenza, rilevata con il “Luminol”, di numerose tracce ematiche nell’abitazione della coppia anche in ambienti diversi dal bagno che l’uomo ha cercato di ripulire. Ma anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le dichiarazioni rese da conoscenti e parenti della famiglia della vittima.

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Sono troppi gli indizi a carico di Leonardo Fresta, il giarrese di 40 anni, accusato dell’omicidio della moglie, Debora Pagano di 31 anni.

E infatti la Procura che ha già effettuato il fermo dell’uomo orfa ha anche ottenuto la convalida del provvedimento da parte del gip del Tribunale di Catania Simona Ragazzi.

Il quadro indiziario – secondo quanto ha spiegato la Procura - ha permesso di collocare la morte della donna nella serata di venerdì 8 luglio e di riscontrare una sequela di anomalie comportamentali da parte di Fresta. Ieri pomeriggio nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro di Catania è stata eseguita l’autopsia dal medico legale Giuseppe Ragazzi, alla presenza del perito di parte, dott. Giovanni Crisafulli,  il cui esito - gli accertamenti autoptici si sono prolungati fino a tarda sera - potrebbe finalmente fugare ogni dubbio sulle cause del decesso.

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