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Cronaca

Finalmente apre il tratto Rosolini - Pozzallo: ora l'autostrada arriva fino al Ragusano

L’assessore regionale Falcone: «Oltre alla Siracusa-Gela altri 300 milioni sono stati messi in campo dal Cas per le manutenzioni». Obiettivo ridurre i cantieri lungo al A19 Palermo Catania
 

Di Daniele Ditta 

Con l’apertura al traffico della Rosolini-Ispica-Pozzallo, nuovo tratto della Siracusa-Gela, per la prima volta la provincia di Ragusa sarà collegata alla rete autostradale dell’Isola. Dopo annunci e rinvii, l’attesa è finita ed è arrivato il giorno dell'inaugurazione (3 agosto ore 10). Al taglio del nastro presenti anche il governatore Nello Musumeci, l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, i vertici del Cas, sindaci e autorità del territorio, i rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e dell’impresa che ha realizzato i lavori.

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Il prossimo “tassello” da aggiungere alla Siracusa-Gela è il tratto fino a Modica; mentre il lotto da Modica a Scicli, una dozzina di chilometri «entro fine anno andranno in gara e a finanziarli sarà lo Stato con 330 milioni di euro». A dirlo è l’assessore Falcone, che rivendica un primato: «La Rosolini-Ispica-Pozzallo, assieme ai cantieri dei lotti successivi fino a Modica, attualmente in esecuzione, rappresenta l’unica autostrada in costruzione in tutto il Mezzogiorno d’Italia». Eccetto la Ss 640 Agrigento-Caltanissetta (che va avanti a fatica), dal 2008 a oggi, l’unica grande opera stradale è proprio la Siracusa-Gela, dove il Cas ha già appaltato 300 milioni di lavori.

«Altri 300 – prosegue Falcone – sono stati messi in campo dal Cas per le manutenzioni. In generale, col governo Musumeci c’è stata l'attivazione di spesa più consistente dell'ultimo decennio».

Ciò non significa che sono tutte rose e fiori: tante imprese non sono state pagate («Questa settimana partirà una sfilza di pagamenti», ribatte Falcone) e le criticità sulle autostrade non mancano. Tuttavia qualche passo in avanti c'è stato. Ad esempio sulla A18 Messina-Catania, ancora alle prese con la frana di Letojanni. «Tolta la frana, si farà la galleria. A ottobre contiamo di aprire al traffico la corsia lato monte, entro fine anno tutta l’autostrada sarà percorribile». Dei 150 chilometri della Messina-Catania, il Cas ha deciso di ripavimentarne circa 100. «Ne sono stati asfaltati già 65 chilometri. Massimo a novembre si finirà», assicura l’assessore.

Frattanto il Cas si occupa della messa in sicurezza di gallerie e viadotti, sulla scorta delle indicazioni del ministero. Un esempio è il viadotto Ritiro a Messina, dove però la tabella di marcia dell’impresa ha già subito ritardi dovuti a motivazioni tecniche correlate all’intervento a 65 metri di altezza per il rifacimento ex novo dell’infrastruttura. Sulla A20 Messina-Palermo, s’intravede uno spiraglio per quanto riguarda i cavalcavia dichiarati «a rischio crollo» dal Tribunale di Barcellona e sequestrati al Cas. «La commissione di consulenti – anticipa Falcone – sta redigendo un piano che presto verrà consegnato alla Procura. Se le risultanze dovessero essere accettate, i cavalcavia verrebbero restituiti al Cas per la manutenzione straordinaria. Dalle informazioni in mio possesso, nei cavalcavia che non sono stati abbattuti non ci sarebbero pericoli di crollo».

Sul fronte Anas è di qualche giorno fa la notizia della nomina dell’ingegnere Raffaele Celia (attuale direttore regionale dell’ente) a sub commissario per la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania. L’indicazione di Celia, concordata dal governatore Musumeci con il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, ha l’obiettivo di «velocizzare l’avvio del cantiere, atteso da oltre 30 anni». I decenni passano e su un’altra importante arteria gestita dall’Anas, l’A19 Palermo-Catania, non si registrano progressi nella percorribilità. Anzi. Il transito di automobili e mezzi pesanti è messo a dura prova da restringimenti e deviazioni, che spesso nascondono insidie.

«A settembre – dice Falcone – incontreremo Anas per ridurre, almeno del 30%, i cantieri in atto. A ottobre verrà aperto lo svincolo di Resuttano, successivamente si dovrà intervenire sul Cannatello, viadotto di 4,2 chilometri. Qui i lavori dureranno due anni. Altrettanti ne serviranno per lo svincolo Euno di Enna. Entro giugno del 2022 sulla A19 la situazione dovrà migliorare».

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