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Cronaca

Fontanarossa vietato, così la Sac “toglie le ali” ad Aerolinee Siciliane

Spazio operativo in aeroporto, la società di gestione (sollecitata dal Tar) rigetta l’istanza: la compagnia fondata con azionariato popolare è «inattiva» e «senza dipendenti»

Di Mario Barresi

È finito a carte bollate lo scontro - fin qui sottotraccia - fra Aerolinee Siciliane e Sac. Il finale, per il momento, è scritto: la compagnia aerea non avrà lo spazio richiesto all’interno di Fontanarossa.

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La storia non finisce qui. Raccontiamola dall’inizio. Lo scorso 14 settembre Aerolinee Sicilia, la nuova Spa ad azionariato diffuso presieduta da Luigi Crispino (già patron di Air Sicilia), presenta alla società che gestisce l’aeroporto di Catania la richiesta per una «base tecnico operativa, in zona airside, di circa 80 metri quadrati». Il 5 ottobre Sac risponde “ni”. Precisando che «gli spazi aeroportuali» sono «al momento, limitati» anche perché è «in fase di avvio un progetto di riqualificazione di alcune aree destinate ad uffici operativi e magazzini all’interno del sedime aeroportuale».

Per Sac, insomma, la richiesta di Aerolinee è «in fase di valutazione», ma con dubbi legati anche al fatto che vengono sottoposte all’Enac soltanto le istanze in favore di società che abbiano «già le autorizzazioni necessarie ad operare in ambito aeroportuale».

La compagnia di Crispino ricorre al Tar di Catania. Che, in attesa di una decisione collegiale sull’istanza cautelare (prevista il 17 novembre), ordina a Sac di «definire il procedimento» sulla richiesta di Aerolinee Siciliane entro sette giorni dal 28 ottobre, data del decreto firmato dal presidente della terza sezione, Daniele Burzichelli. Fra le ragioni dell’urgenza, oltre alla qualificazione di «giudizio avverso il silenzio amministrativo» (scaduti i 30 giorni dalla richiesta), il Tar indica la circostanza che proprio l’«assegnazione di un area aeroportuale ove operare» sarebbe «propedeutica» per l’autorizzazione dell’Enac alla compagnia aerea. Un punto a favore della compagnia di Crispino, che esulta: «I potenti non vincono sempre, la guerra è appena cominciata». 

 Così Sac è costretta a dare subito una risposta. Che arriva il 4 novembre. Ed è una sonora bocciatura. Motivata, dopo un accesso agli atti in varie direzioni di Enac, da un lungo elenco di ragioni. La sintesi è che «le informazioni fornite da Aerolinee sono risultate del tutto generiche ed incomplete».

Fra le principali carenze, la società di gestione di Fontanarossa indica l’assenza di informazioni «sulla natura e sull’operatività della società». Secondo una visura camerale estratta da Sac, Aerolinee risulta «ancora inattiva, con un capitale sociale di 173mila euro, e che «non ha dipendenti in organico». Nulla di strano, visto che si tratta di una società per azioni che ambisce a diventare un vettore aereo, eppure «senza volersi sostituire a Enac in valutazioni di sua esclusiva competenza», l’«assenza di dipendenti» e «la stessa entità del capitale sociale» (che, rispetto alla visuta, sale a 293.020 euro nel bilancio abbreviato di esercizio approvato lo scorso 29 giugno) non appaiono «in linea» con i requisiti e le condizioni finanziarie richiesti dal regolamento Ue 1008/2008 per il conseguimento del Coa (Certificato operatore aereo, ndr) e della licenza di esercizio.

Comunque - argomenta l’amministratore delegato di Sac, Nico Torrisi nella risposta -Aerolinee «non ha fornito alcuna informazione sui propri progetti presso l’aeroporto di Catania»,. Inoltre, «non è consentito l’accesso in zona airside dell’aeroporto a soggetti che non siano operatori aeroportuali pubblici e privati o che non abbiano un motivo legittimo per entrare», anche perché la compagnia «non ha fornito adeguata prova di avere un motivo legittimo ad entrare in zona airside dell’aeroporto di Catania». E in ogni caso gli spazi possono essere assegnati «solo in subconcessione previo confronto concorrenziale e preventiva approvazione da parte di Enac».

Twitter: @MarioBarresi 
 

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