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Cronaca

Furto in bene confiscato alla mafia gestito da volontari: «Chi ha rubato torni e ci incontri»

Dal "Giardino di Scidà" sono stati rubati i soldi frutto delle iniziative di autofinanziamento

Di Redazione

I volontari del Giardino di Scidà si sono accorti dell’ennesimo furto: è stata forzata la porta e sono stati rubati i soldi ricavati dalle iniziative di autofinanziamento, indispensabili alla cura dello spazio; il frigo è stato completamente svuotato e il contenuto sparso qua e là per il giardino; la sede della redazione dei Siciliani Giovani è stata rovistata. 

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“Conosciamo bene le situazioni di disagio che esistono nella nostra città. Capita di subire dei furti, fa rabbia il fatto che erano proventi delle nostre iniziative di autofinanziamento e della generosità di chi frequenta la nostra associazione. Invitiamo chi ha rubato a tornare di giorno, quando troverà i volontari e le tante iniziative che si svolgono nel bene confiscato. I beni e i soldi presenti al Giardino di Scidà sono di tutti e di tutte, non c’è bisogno di rubarli. Siamo certi che non si tratta di un’intimidazione”, dichiarano gli attivisti di Arci e Siciliani Giovani.

 

 

“Chi ha rubato è entrato da un viale di pertinenza della Circumetnea, un’area demaniale di sedime ferroviario su cui si affaccia il Giardinoo di Scidà. Da anni chiediamo formalmente la messa in sicurezza di questo spazio e la sua riqualificazione. Nonostante gli incontri e le rassicurazioni ancora non ci è giunta alcuna risposta. Vogliamo che la Circumetnea ci metta in condizione di garantire la sicurezza del bene confiscato. Riqualificare questo spazio consentirebbe inoltre di facilitare l’accesso al giardino alle persone con mobilità ridotta”.
 

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