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Cronaca

Il boss con due lauree condannato a Catania per l'omicidio in cui sbagliò obiettivo

Trenta anni di reclusione il presunto capoclan Alessio Attanasio, 51 anni, detenuto nel carcere di Novara in regime di 41bis,

Di Redazione

Il gup del tribunale di Catania ha condannato a 30 anni di reclusione il presunto boss mafioso Alessio Attanasio, 51 anni, detenuto nel carcere di Novara in regime di 41bis, per l’omicidio di Giuseppe Romano, avvenuto nel marzo del 2001 a Siracusa. Il processo si è celebrato con rito abbreviato. La stessa pena era stata richiesta dal pm della Dda di Catania, Alessandro La Rosa.

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Gli avvocati Licinio La Terra e Maria Teresa Pintus, legali di Attanasio, hanno annunciato che attenderanno il deposito delle motivazioni per presentare ricorso in appello.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il vero obiettivo sarebbe stato un imprenditore, ma i due killer si sarebbero fatti ingannare dall’auto, una Fiat 126, nella disponibilità dell’imprenditore e guidata, quel giorno, da Giuseppe Romano. Attanasio ha sempre negato di aver commesso l’omicidio.  Il quadro accusatorio è stato costruito attorno alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

Intanto Alessio Attanasio, come detto ritenuto dagli inquirenti il boss dell’omonimo clan e detenuto dal dicembre del 2001 in regime di 41 bis,  è ormai prossimo alla laurea in Giurisprudenza. Si tratta del suo secondo dottorato, dopo quello ottenuto nel 1999 in Scienze della comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma con il voto di 110 e lode.

Tra le giornate trascorse in cella a studiare sui libri di testo e le udienze dei processi in cui è stato citato, Attanasio ha ottenuto il massimo del profitto e adesso deve dare gli ultimi tre esami prima di discutere la tesi di laurea, prevista entro la fine di aprile. Il percorso accademico è reso tortuoso dallo status di detenuto in regime di massima sicurezza.

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