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Cronaca

Il Ferragosto in Sicilia tra spiagge, divieti (anche di balneazione) e polemiche

C'è anche chi ha sfidato le tante ordinanze sindacali che proibivano falò e attendamenti

Di Redazione

Trascorsa senza particolari scossoni la notte di Ferragosto dove in tanti hanno comunque sfidato i divieti di falò, consumo di alcolici e attendamento sulle spiagge emanati con una pioggia di ordinanze sindacali, per non rinunciare alla festa del cosiddetto Capodanno estivo, che in molte località e locali è stato accolto anche dai consueti fuochi d'artificio sparati in party, sagre, feste, serate danzanti e concerti che hanno allietato questa notte di mezza estate dal sapore particolare dopo gli anni bui della pandemia. Bastava aprire i social in questi giorni  per capire che, questo, è il primo, vero, Ferragosto della ripartenza. Facebook, Instagram e il più “millennial” della triade, TikTok, erano costellati di eventi e inviti a trascorrere in piena libertà - fatte salve le ordinanze di divieto falò e campeggio - la due giorni più attesa della stagione.

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E la giornata del 15 agosto come da tradizione viene invece trascorsa al mare da migliaia di famiglie che si riuniscono sotto l'ombrellone. Dove - sempre per tradizione - non possono mancare alcuni "must" come la teglia di pasta al forno e l'anguria fredda che per molti rappresenta il perfetto picnic ferragostano.

Sono state quindi prese d'assalto tante spiagge dell'Isola che mai come quest'anno hanno dovuto fare i conti anche con divieti di balneazione  causati dall'eccessiva presenza di batteri in mare. Anche località rinomate come Taormina sono state costrette in questi giorni a chiudere piccole porzioni di arenile per la scarsa qualità delle acque che potrebbe mettere a rischio la salute dei bagnanti. I divieti emessi non hanno però oggi impedito di affollare i litorali alle persone, anche in questo caso sspesso incuranti delle ordinanze.

Ma è polemica anche per le notizie “ricamate” attorno a questi divieti che hanno interessato le spiagge di Giardini Naxos e di Mazzeo. Si è parlato di turisti intossicati e di malori per i vacanzieri che hanno fatto il bagno in queste acque: «Veramente non mi risulta e non ho notizie di persone finite in ospedale - haa detto il sindaco di Taormina Mario Bolognari -. In ogni caso, il divieto di balneazione nella zona rimane fino a quando non saranno fatti i prelievi dell’Azienda sanitaria».

«Abbiamo eliminato il problema - ha spiegato - la questione è circoscritta a 250 metri di spiaggia. E l’allarme è stato dato due giorni fa, non cinque giorni fa, come dice qualcuno». Ora è stata creato un by pass «non c'è più nessuno sversamento in mare», ma si aspettano comunque i prelievi dell’Asp per revocare l'ordinanza.

 

 

Lo sversamento di acque nere nel torrente Mazzeo che confluisce nelle acque di Letojanni e Mazzeo, nella zona di Taormina, ha provocato il divieto di balneazione temporaneo per le specchio di mare fino a 250 metri dalla foce del torrente. "Il divieto di balneazione riguarda un tratto di mare di 250 metri a sud e a nord della foce del torrente nel quale si è riversata parte delle acque nere, quindi un tratto ben delimitato e indicato dalla segnaletica apposta dai due comuni», aggiunge il sindaco di Taormina Mario Bolognari. 

 

Buone nuove arrivano anche dalla vicina Giardini Naxos: «I parametri batteriologici delle acque nei tre punti in cui vige il divieto temporaneo di balneazione - ha riferito il vicesindaco Giuseppe Cacciola, che sta monitorando la situazione assieme al primo cittadino, Giorgio Stracuzzi - sono rientrati nella norma. I risultati delle analisi saranno trasmessi all’Asp e probabilmente si andrà verso la revoca del divieto di immergersi in mare diramato giorni fa».

Hanno protestato anche i gestori dei lidi, con Nino Bruno, presidente dell'Associazione balneari di Giardini Naxos che ha voluto ribadire che malgrado i divieti la costa è per la maggior parte balneabile» e che i « toni allarmistici utilizzati in questo contesto stanno veicolando un messaggio assolutamente errato che rischia di compromettere immotivatamente l’immagine del territorio, oltre a danneggiare significativamente le nostre attività e tutto il comparto turistico del nostro territorio. 

 

 

Le aree che sono state interdette lungo la costa jonica (fino a qualche giorni fa il divieti insisteva anche nella spiagga delle Cocole a Santa Tecla ed è ancora in vigore a Capo mulini) sono comunquemolto frequentate da quanti vogliono trascorrere momenti di relax in riva al mare. Si attende l'esito delle nuove analisi delle acque che potrebbero restituire alla fruizione tali punti della splendida costa jonica, anche se sarebbe il caso di superare una volta per tutte, in tutta la Sicilia, il problema della depurazione delle acque.

Non è un problema solo siciliano, nei giorni scorsi tutta la rinomata riviera romagnola è stata sottoposta a divieto di balneazione per le acque contaminate dai batteri. Ma non può essere certamente un caso se la Sicilia, nel monitoraggio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (la rete che coordina le varie Agenzie regionali per l’ambiente presenti sul territorio nazionale), la Sicilia ha la percentuale più bassa di acque eccellenti (“solo” l'80%). In base a queste analisi la Puglia si conferma la regione con il mare più pulito d’Italia con il 99% di acque eccellenti. Al secondo posto della classifica sulla qualità delle acque di balneazione c’è la Sardegna con il 97,6%, seguita dalla Toscana con il 96%. 

Guardando ancora la classifica tra le regioni costiere, subito fuori dal podio troviamo l’Emilia-Romagna al quarto posto con il 93,8% delle acque eccellenti, seguita da Veneto (91,4%) e Friuli Venezia Giulia (90,9%). Sotto la soglia del 90% ci sono Marche (89,8%), Liguria (86,3%), Calabria (85,5%), Lazio (84,1%), Molise (83,3%) e Campania (82,8%). Chiudono la classifica la Sicilia con l’80,6% delle acque eccellenti (l'11,1 buona, il 5,8 sufficiente e il 2,5 scarsa) e l’Abruzzo, fanalino di coda con un livello molto inferiore di acque pulitissime rispetto a tutte le altre regioni, il 71,9%. 

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