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foto di Fabrizio Zuccarello

Cronaca

Il risveglio dell'Etna: notte di boati, fontane di lava e cenere. Possibili ritardi aerei da e per Catania

Nuova fase eruttiva per il vulcano attivo più alto d'Europa: ancora caduta di sabbia nera sui paesi etnei

Di Redazione


Nuova eruzione dell’Etna. Dalla scorsa notte boati ed esplosioni si susseguono e si sentono a km di distanza. Dopo cinque giorni di tregua tornano a piovere pietre e cenere sui vicini centri abitati. Intorno alle 4.30 le telecamere dell’Ingv Osservatorio Etneo hanno registrato un nuovo trabocco lavico del cratere di Sud-Est accompagnato da una colonna di cenere e da forti boati fino alle 6 del mattino che hanno risvegliato gli abitanti dei Comuni dell’hinterland di Catania. 

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«L'abbiamo sentita bene stamattina, la voce dell’Etna, abbiamo sentito le onde di pressione che hanno fatto tremare non solo finestre, porte e serrande, ma persino le mura e i pavimenti delle case. E come sempre, niente di anomalo (già, perché tutte le cose che fa l’Etna "sono" normali, per l’Etna), il fenomeno è sempre lo stesso: bolle di lava che esplodono in superficie, fenomeno quindi totalmente "pellicolare" e completamente innocuo». Lo ha scritto sul suo profilo Facebook  Boris Behncke, il vulcanologo dell’Ingv che ha ripreso le nuove esplosioni dell’alba di oggi dell’Etna. 

«Ciò non toglie che si tratta di qualcosa di estremamente spettacolare ed impressionante, una manifestazione della natura che ci mostra il nostro spazio e ci mette a confronto con l’energia del vulcano, energia capace di farci scomparire, che però ci dà anche gran parte di ciò che ci permette di esistere». ha aggiunto.

L'latissima nube di cenere che si è alzata dal vulcano non ha per il momento provocato la chiusura dello spazio aereo su Catania, ma - avverte la Sac sulle sue pagine social - sono «possibili ritardi su voli in arrivo e in partenza causa eruzione Etna». 

 

I danni alle colture

La nuova eruzione dell’Etna fa salire il conto dei danni nelle campagne con cenere e lapilli sulle coltivazioni di ortaggi, piante e fiori. E’ quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti dopo l’ultimo risveglio del vulcano con caduta di pietre e polvere nera su paesi, vivai e terreni agricoli. "Un’ulteriore dimostrazione - dice l’associazione - che siamo di fronte a cambiamenti per il vulcano e che quindi bisogna avviare un nuovo sistema di interventi che salvaguardi anche gli imprenditori agricoli con norme celeri e ad hoc. Si tratta di una emergenza continua, una vera e propria calamità quotidiana». 

 «Sono, infatti, oltre sei mesi - sottolinea Coldiretti - che le eruzioni dell’Etna colpiscono pesantemente le aziende agricole presenti nell’area con danni spesso irreparabili alle coltivazioni, ai quali si aggiungono i disagi per chi è costretto alla pulizia straordinaria delle canalette di scolo o alle pulizia delle strade rurali.I n molte zone la terra è stata sommersa da una coltre nera. Per pulire le strutture e le coltivazioni servono tempo, acqua e quindi l’impiego massiccio di manodopera».
 

 

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