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Cronaca

In Sicilia è boom di furti di marmitte catalitiche: ecco perché le rubano

Un colpo può fruttare fino a 100 euro grazie ai metalli preziosi contenuti nei tubi di scarico 

Di Redazione


E’ la nuova emergenza su cui indagano carabinieri e polizia: i furti di marmitte delle auto messi a segno dai ladri che cercano di racimolare pochi grammi di metalli preziosi che si trovano nel catalizzatori. Pochi grammi che spesso però hanno un valore considerevole.

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Nel corso della notte le vetture prese di mira vengono sollevate e con un flex auto alimentato riescono a tagliare la marmitta nella zona del catalizzatore. La mattina seguente per il proprietario dell’auto è impossibile spostare la vettura.

A Palermo i carabinieri in questi ultimi mesi hanno arrestato sei persone bloccate in flagranza, e diversi arresti sono stati fatti anche a Catania. Anche qui carabinieri e polizia hanno arrestato negli ultimi mesi una decina di persone. 

I furti sono numerosi, alcuni neppure denunciati. I proprietari delle auto preferiscono limitarsi a sostituire le marmitte senza rivolgersi alle forze dell’ordine.  

All’interno del catalizzatore sono presenti metalli nobili (platino, palladio e rodio) che, rivenduti, possono fruttare secondo alcune stime fino a 100 euro a furto, grazie soprattutto al palladio, metallo che vale anche più dell'oro. Ecco perché il fenomeno sta prendendo piede un po' in tutta Italia. Negli Stati Uniti, questo tipo di business è noto da anni, anche perché lì sono più diffuse le aziende capaci di riciclare i catalizzatori delle marmitte per estrarne i metalli preziosi. 

Con l'aumento esponenziale del prezzo del palladio quindi le marmitte catalitiche delle nostre auto sono a forte rischio furto. Gia' da qualche anno, infatti, il fenomeno ha investito Gran Bretagna, Francia e Spagna e sta prendendo piede anche in Italia. I proprietari di Suv sono le principali vittime. E trovarsi all'improvviso senza marmitta, oltre che una beffa, è anche una grave danno per il portafogli.


 

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