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Cronaca

Incendi, il sindaco di Cefalù: "Date ai Comuni le risorse"

Lapunzina replica a una dichiarazione di Musumeci: "Se un’isola, da Erice a Bagheria, inizia a bruciare a maggio,  il problema richiede una risposta complessiva che deve necessariamente partire dai livelli centrali"

Di Redazione

Contro gli incendi, che hanno cominciato a devastare alcune aree di pregio siciliane, è necessaria una «risposta complessiva» che parta dai «livelli centrali». Lo dice Rosario Lapunzina, sindaco di Cefalù, dove si è vissuta una notte d’inferno con quattro fronti di fuoco innescati simultaneamente. Lapunzina fa riferimento, «senza alimentare polemiche», a una dichiarazione del presidente della Regione, Nello Musumeci, secondo il quale «il ruolo degli Enti locali è fondamentale per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi». Musumeci ha anche auspicato che sia imposta la "scerbatura ai proprietari di terreni incolti». 

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 «Mi sia consentito dire - dichiara Lapunzina - che se un’isola, da Erice a Bagheria, a Cefalù e altre località, inizia a bruciare nel mese di maggio, il problema richiede una risposta a partire dai livelli centrali. Forse sarebbe il caso di dare ai comuni le risorse e permettere loro di sostituirsi ai privati che non ottemperano. Forse occorrerebbe riformare il sistema della manutenzione boschiva, mettendo a disposizione degli enti locali giornate lavoro per la pulizia delle aree pubbliche. Forse occorrerebbe capire che, con le mutazioni climatiche in atto, la stagione degli incendi e della loro prevenzione non ha date fisse di calendario. Forse - conclude - bisognerebbe anche chiedersi chi oggi pulisce le scarpate delle tante strade provinciali che attraversano il nostro territorio».

Ecco il testo ingrate del sindaco di Cefalù:

La pioggia che, copiosa, cade nel pomeriggio di oggi non può darci il benché minimo ristoro, dopo la notte di inferno in cui, ancora una volta, siamo ripiombati.
Il fuoco ha divorato ettari di vegetazione, minacciato case, devastato il nostro territorio.
La mano criminale che distrugge la Sicilia è tornata in azione, al primo vento di scirocco, malgrado siamo ancora agli inizi di maggio.
Il gesto vigliacco di uno, o di pochi, determina il sacrificio dei tanti, che questa notte si sono adoperati nel tentativo di limitare i danni, portando prioritariamente in salvo le persone, gli animali, le cose. 
E lodiamo Dio che anche questa volta non ci sono state vittime.
Voglio ringraziare tutti: Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione civile, Forestale, Volontari e ogni singolo cittadino che ha dato il proprio contributo.
Sento commenti autorevoli di chi richiama i sindaci alle loro responsabilità e li invita ad ottenere dai privati la pulizia dei terreni incolti, sostituendosi agli stessi in caso non ottemperino.
Non voglio alimentare polemiche.
Ma, mi sia consentito dire, che se un’Isola, da Erice, a Bagheria a Cefalù e altre località, inizia a bruciare nel mese di maggio, il problema richiede una risposta complessiva che deve necessariamente partire dai livelli centrali.
Forse sarebbe il caso di dare ai comuni le risorse e permettere loro di sostituirsi ai privati che non ottemperano. Forse occorrerebbe riformare il sistema della manutenzione boschiva, mettendo a disposizione degli enti locali giornate lavoro per la pulizia delle aree pubbliche.  Forse occorrerebbe capire che, con le mutazioni climatiche in atto, la stagione degli incendi, e della loro prevenzione, non ha date fisse di calendario. Forse bisognerebbe anche chiedersi chi oggi pulisce le scarpate delle tante strade provinciali che attraversano il nostro territorio.
Ognuno faccia la propria parte per preservare la bellezza della nostra Terra e perché tutto ciò non abbia a ripetersi.

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