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Cronaca

Incendi in Sicilia, non solo volontari: Musumeci rilancia la Forestale e invoca più idranti

A Catania il summit con la Protezione civile, le autorità, i vigili del fuoco per fare il punto sui roghi che interessano l'Isola

Di Elvira Terranova

«E' un momento molto difficile, tra la cenere dell’Etna, il Covid e adesso gli incendi in Sicilia. Purtroppo qualche cretino continua a speculare e questo mi fa davvero rabbia. Per fortuna i siciliani sono persone intelligenti che sanno comprendere da che parte sta la zizzania». A parlare è il Governatore siciliano Nello Musumeci, incontrando la stampa a Catania, durante una pausa dei briefing con la Protezione civile, le autorità, i vigili del fuoco per fare il punto sugli incendi.

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Da giorni la Sicilia brucia. Sono stati 257 gli interventi nelle ultime 24 ore dei vigili del fuoco in tutta la Sicilia, particolarmente colpite la province di Catania, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Siracusa.Al momento i velivoli sono impegnati ad Aidone (Enna), a Randazzo (Catania). Alla domanda se la colpa è della politica, Musumeci replica: "La politica ha tante colpe ma molto meno degli sciacalli". 

Nella prima parte del vertice straordinario si è discusso in particolare degli incendi che hanno colpito alcuni stabilimenti balneari, in particolare il Lido Le Capannine, dove i danni, come raccontato oggi dalla titolare Francesca Raciti all’Adnkronos «ammontano a oltre un milione di euro».

«Abbiamo parlato della sicurezza negli stabilimenti balneari in Sicilia - dice Musumeci, che ha incontrato i cronisti con il sindaco Salvo Pogliese, il capo della Protezione civile Sicilia Salvo Cocina e la prefetta Maria Carmela Librizzi - riteniamo di estendere le eventuali misure che saranno concordate anche con le prefetture anche agli stabilimenti nel resto della Sicilia. Almeno quelli ricadenti nelle aree fortemente urbanizzate o gli stabilimenti serviti da una sola arteria stradale occupata da veicoli in sosta che in caso di panico o di emergenza diventerebbe inaccessibile ai mezzi si soccorso".

"Sono scenari che per fortuna non si sono mai verificati in Sicilia - dice ma una buona politica di previsione e prevenzione della Protezione civile deve immaginare ogni possibile ipotesi».

Nel concreto cosa prevede dunque la Regione? «Negli stabilimenti balneari dove c'è un forte carico di materiale infiammabile - dice - è assurdo che un autobotte dei Vigili del fuoco debba aspettare, quando finisce l'acqua, che arrivi l’altra autobotte. Occorrono bocche d’acqua in ogni stabilimento balneare. Occorre che ogni stabilimento abbia un piano per la sicurezza e occorre anche verificare se diventa essenziale l’area per i parcheggi delle vetture dei veicoli perché più macchina insieme determinano un problema nella prevenzione incendi". "E' chiaro che eventuali spese potrebbero essere sostenute in concorso con la Regione siciliana per non aggravare i gestori, ma queste misure sono a tutela dei clienti". 

Alla domanda se il governo nazionale è vicino, Musumeci ha detto: «Il governo Draghi è subito intervenuto per quanto riguarda lo stato di mobilitazione che ci consente di avere 33 squadre per 10 giorni a disposizione». E sugli attacchi dei sindacati e di alcuni politici sulle 'responsabilità' della Regione siciliana, dice: «Risponderemo anche ai sindacalisti che fanno politica a e agli sciaccalli politici, in questo momento il tema è lavorare per contenere i danni».

«L'antincendio in Sicilia per vent'anni è stato un argomento da sindacato, mai serio da affrontare destimando risorse cospicue - ha spiegato ancora Musumeci -. Il Corpo forestale era destinato alla morte: su oltre mille dipendenti ne ho trovati 600, poi ridotti a 300. Fortunatamente con il concorso che dovrà essere espletato, se Roma darà l’ok, abbiamo racimolato oltre cento unità. Noi vogliamo che il Corpo forestale non muoia, ma anzi che venga rilanciato». 

«Consentitemi di dire una cosa - ha poi sottolineato il governatore - la prevenzione la Regione la fa nelle aree boschive e in questi incendi le aree boschive sono interessati al 25 per cento. Ci siamo capiti. Tutto il resto sono proprietà private abbandonate». 

Sulla possibilità che ci possa essere il business fotovoltaico dietro gli incendi dice: «Le ipotesi sono tante e non escludiamo neanche quelle per la speculazione per impianti fotovoltaici, soprattutto per quelli la cui potenza supera i 300. Ecco perché dobbiamo oprare guardando a 360 gradi. Accanto alle ipotesi dolose, dobbiamo aggiungere la temperatura a 45 gradi, e un leggero venticello che è quello che basta per far divampare gli incendi».

E ribadisce: «Tutti gli uomini a disposizione sono sul campo, ma per gli eventi straordinari non bastano più». «Quindi abbiamo dovuto chiedere i soccorsi esterni, come abbiamo fatto quando siamo andati nelle zone centrosettentrionali, è giusto che sia così. Quest’anno abbiamo una flotta aerea che la Sicilia non ha mai avuto. Abbiamo la necessità di rifare la gara per i mezzi anticendi». 

Infine, si dice «d’accordo con il capo della Protezione civile Curcio che dice che sono rari i casi di autocombustione". "Purtroppo l’alta temperatura aiuta a sviluppare gli incendi". Il briefing continua adesso per parlare con i prefetti di Palermo e Catania. 

 

Il sindaco Pogliese 

 «Il Comune è al lavoro per impedire che quanto accaduto possa ripetersi e contenere il rischio che comunque è quello di una situazione emergenziale. Con la Protezione Civile abbiamo fatto la nostra parte, ma siamo in presenza di eventi assolutamente eccezionali in un contesto altrettanto eccezionale». Lo ha detto il sindaco di Catania Salvo Pogliese a margine del vertice. «Noi andremo a sancire degli sgravi fiscali - ha concluso - in riferimento ai tributi di competenza comunale e andremo a elargire un contributo straordinario per gli affitti». 
 

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