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Cronaca

L'ascensore precipitato a Palermo, gli impianti vetusti e il rebus competenze: «Un problema sottovalutato»

In Italia, ne abbiamo in funzione oltre un milione, secondi al mondo soltanto alla Cina, ma regna la confusione

Di Redazione

«Chi non l’ha ancora abbastanza chiaro deve comprendere che l’ascensore non è un grande elettrodomestico ma un autentico e diffusissimo mezzo di trasporto in funzionamento continuativo, completamente automatizzato, in grado di fare migliaia di '"viaggi" giornalieri e sposta in Italia circa 45 milioni di persone al giorno». Sono le parole di Salvatore Nasca, presidente del Consorzio per l’Italia, organismo no-profit che conta oltre 150 aziende del settore, nato con lo scopo di migliorare la qualità e la fruizione degli impianti e garantire la sicurezza degli utenti, all’indomani dell’incidente in un condominio di Palermo in cui sono rimaste gravemente ferite 3 persone.

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«L'incidente di ieri - aggiunge - pone ancora una volta all’attenzione generale l’infinita e controversa questione delle manutenzioni degli impianti in funzionamento nel nostro Paese. Il ripetersi, sempre più frequente, di seri incidenti in ascensori deve sollecitare le nostre istituzioni in maniera decisiva ad un esame approfondito di tutte le problematiche legate al mondo del trasporto verticale che continuano ad essere colpevolmente ed inspiegabilmente sottovalutate».

 

 

In Italia, ne abbiamo in funzione oltre un milione, secondi al mondo soltanto alla Cina, ma regna confusione anche con riferimento agli organismi sui quali ricade la competenza in materia di ascensori; inoltre il 40% circa degli impianti è stato installato oltre 30 anni fa e non soddisfa le norme europee in vigore in materia di sicurezza.

«Se ne occupano tre diversi ministeri - precisa Nasca -. La creazione di un tavolo di lavoro unico con esperti del settore contribuirebbe in maniera decisiva da un lato alla comprensione delle problematiche tecniche derivanti dallo stato di vetustà degli impianti, dall’altro alla definizione di criteri oggettivi e di procedure snelle che permettano alle ditte di manutenzione, le uniche autorizzate ad accedere ai locali degli impianti, di avere interlocutori affidabili sia per le operazioni ordinarie che straordinarie e nelle decisioni, a volte anche drastiche (fermo degli ascensori che presentano condizioni di sicurezza critiche) necessarie alla salvaguardia degli utenti». 

 

 

Il problema delle competenze è già sorto per l'ascensore dell'incidente di Palermo. «Abbiamo già iniziato i controlli sull'ascensore in Largo Balistreri a Palermo. L’impianto era collaudato, ma il palazzo non si era costituito in condominio e non c'era un responsabile che si doveva occupare della manutenzione dell’ascensore. Siamo comunque vicini ai feriti ed esprimo tutta la solidarietà mia e dell’istituto alla famiglia rimasta vittima di questo incidente», ha detto il commissario dello Iacp Fabrizio Pandolfo.

Lo Iacp da ieri stesso ha iniziato le verifiche sugli impianti. «Dalla prossima settimana proseguiremo i controlli sugli altri undici ascensori di via Largo Balistereri e successivamente verificheremo quale siano le situazioni di tutti gli altri condomini dello Iacp a Palermo e provincia - aggiunge il commissario - Verificheremo anche i titoli degli inquilini che occupano le abitazioni. Ancora non conosciamo la causa dell’incidente. Non mi è stato consegnato il verbale della polizia e dell’Asp che stanno conducendo le indagini».

Secondo i primi riscontri degli investigatori l’impianto sarebbe stato messo in funzione autonomamente dai residenti e senza le dovute autorizzazioni. 

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