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Cronaca

La condanna annullata al guidatore del Suv che uccise i cuginetti, parlano i genitori: «Traditi da tre ministri»

Le due famiglie D'Antonio: «Che fine ha fatto la nuova legge sull'omicidio stradale? Salvini, Di Maio e Bonafede ci avevano fatto delle promesse specifiche»

Di Nadia D'Amato

Un dolore che si rinnova quello delle due famiglie D’Antonio le quali venerdì sera hanno saputo che la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di appello relativa al processo per la morte dei loro due figli. Si ritornerà, quindi, in aula. Nel maggio scorso, lo ricordiamo, Rosario Greco, accusato di aver travolto e ucciso con un Suv i due cuginetti D’Antonio, era stato condannato a nove anni di carcere. Ad un anno da quella sentenza, questa parte di processo è da rifare e i familiari di Alessio e Simone temono che la pena inflitta possa diminuire. 

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«Siamo senza parole» dichiara Tony D’Antonio, papà del piccolo Simone. «Pensavamo che almeno quei nove anni, che a noi sembrano comunque una pena ridicola, venissero mantenuti e invece si tornerà in aula. La nostra condanna, il nostro dolore, però è e sarà a vita». 

«Sono venuti i ministri Salvini, Bonafede e Di Maio a Vittoria, a casa nostra.  Ci avevano promesso un disegno di legge che potesse evitare che, almeno nel futuro, chi uccideva qualcuno perché guidava ubriaco o drogato potesse, scontare solo qualche anno di carcere». Ciò che addolora le famiglie è dunque che negli anni, dall’11 luglio del 2019 ad oggi, nulla è cambiato in merito all’inasprimento delle pene per l’omicidio stradale.

 

 

«Il nuovo governo Draghi - aggiungono - a quanto ci dicono, non ha alcuna intenzione di fare una nuova legge». Tony D’Antonio, il fratello Alessandro (papà del piccolo Alessio) e le mogli Valentina e Lucia non intendono arrendersi. «Abbiamo rispettato i tempi – dicono – il rallentamento dovuto alla pandemia… ma quanto dobbiamo aspettare ancora? Nessuna pena potrà cancellare il dolore che sentiamo, ma una condanna giusta e severa può almeno attenuarlo un po’».

A riconsiderare il tutto, ci pensa l’avvocato Daniele Scrofani, legale delle famiglie D’Antonio insieme  con Enrico Cultrone e Giovanni Burrafato, secondo cui si tratta di situazioni che si registrano quotidianamente. Accade spesso che la Cassazione annulli una sentenza. «In questo caso non conosciamo ancora le motivazioni, ma potrebbe trattarsi anche di un semplice  difetto di motivazione che ne impone la revisione. La Cassazione, infatti, non giudica il reato ma si esprime solo in merito a questioni di legittimità o sulla corretta applicazione delle norme di diritto penale sostanziale o procedurale.  Capisco benissimo il dolore e l’amarezza delle due famiglie, ma è bene precisare che Greco non è stato assolto». 

 

 

Sulla questione, con un post Fb, anche la leader di FdI Giorgia Meloni che, dopo aver ricordato l’accaduto, ha scritto «mi chiedo come sia possibile annullare una condanna per duplice omicidio stradale aggravato dall’alterazione psicofisica dovuta all’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti. Spero sia ribaltata questa assurda decisione. Non è un paese civile quello che non assicura la giustizia».  

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