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Cronaca

La misteriosa morte di Debora, il Gip convalida il fermo per omicidio del marito

Ieri l'uomo aveva negato di essere stato lui ad uccidere la donna, ma evidentemente il giudice non gli ha creduto

Di Mario Previtera

Il Gip di Catania Simona Ragazzi ha convalidato il fermo di Leonardo Fresta con l’accusa di omicidio. Il panettiere di Giarre, 40anni, accusato di avere ucciso la convivente Debora Pagano di 32 anni, resta rinchiuso nel carcere di piazza Lanza a Catania. La donna è  statatrovata morta domenica scorsa nella sua casa di Macchia di Giarre, in provincia di Catania, almeno due giorni dopo il decesso.

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Evidentemente quindi il giudice per le indagini preliminari non ha creduto alle parole dell'uomo, che ieri in occasione dell'interrogatorio di convalida del fermo  ha detto: «Non ho ucciso mia moglie, non l’ho colpita io, non l’ho mai picchiata». Il suo legale, Salvatore La Rosa, ieri aveva detto che Fresta, «quanto alle cause del decesso della donna non ha saputo dare spiegazioni» E che «tutto ciò che c'è negli atti è la presenza di un’asma da parte della signora e che in quell'appartamento di via Principessa Mafalda ci sono stati lavori per circa 20-25 giorni di pittura e riattamento dell’immobile. E’ tutto ancora in itinere. Ancora non abbiamo nessuna conferma di quello che può essere stata la causa del decesso ed è tutto basato sui risultati dell’autopsia».

 

 

Ieri pomeriggio nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro di Catania è stata eseguita l’autopsia dal medico legale Giuseppe Ragazzi, alla presenza del perito di parte, dott. Giovanni Crisafulli,  il cui esito - gli accertamenti autoptici si sono prolungati fino a tarda sera - potrebbe finalmente fugare ogni dubbio sulle cause del decesso.

 

 

 

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