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Cronaca

La Sea Eye con 800 migranti a bordo si dirige verso Lampedusa

La nave della Ong tedesca accusa Malta: «E' una vergogna non avere risposto alle nostre richieste di aiuto»

Di Redazione

Ottocento persone sono state salvate da Sea-Eye 4 e Rise Above: è necessario che le Autorità italiane assistano subito i supestiti. E’ l’appello lanciato stamane dai responsabili della nave Mare Jonio di Mediterranea, che si trova ormeggiata in cantiere a Chioggia (Venezia) preparandosi alla sua prossima missione. 

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Nella notte scorsa, tra mercoledì e giovedì - viene ricordato - le navi della flotta civile Sea-Eye-4 e Rise Above (Lifeline) hanno salvato oltre 400 persone che si trovavano in pericolo di vita a bordo di un’imbarcazione in legno a doppio ponte. Quando l'unità civile veloce Rise Above è arrivata sul posto il barcone presentava una falla nello scafo e stava imbarcando acqua, diverse persone erano in mare senza salvagente e sono state recuperate prima che affogassero. L’evacuazione dell’imbarcazione è stata completata solo dopo la mezzanotte. 

Una persona, che aveva perso conoscenza, fa sapere Mediterranea, è stata rianimata nel corso delle operazioni. "Nonostante il barcone in pericolo si trovasse in acque internazionali in zona Sar di competenza maltese, e Alarm Phone avesse segnalato il caso fin dalla mattina di ieri, mercoledì, aggiornando continuamente sulla posizione e le condizioni della barca - è l’accusa - le Autorità di Malta hanno ignorato le richieste di intervento di emergenza. E solo la presenza e l'attivazione delle navi della società civile europea hanno evitato un naufragio con centinaia di potenziali vittime». 

 Dopo sette diversi interventi di soccorso realizzati nelle ultime 48 ore, rileva Mediterranea, ci sono ora più di 800 (ottocento) persone salvate a bordo della Sea-Eye-4 che si sta dirigendo verso l’isola di Lampedusa. "Chiediamo che le Autorità Italiane si attivino immediatamente per prestare la massima assistenza possibile alle persone soccorse a bordo della nave - viene sollecitato -, garantendo il loro tempestivo sbarco in un porto sicuro. Chiediamo che il Governo Italiano, insieme agli altri Stati membri e alle Istituzioni Europee, di fronte alle persone in fuga dall’inferno libico e all’attuale situazione in mare, considerino l’urgente ripristino di una missione Sar nel Mediterraneo centrale con l'impiego delle navi disponibili della Guardia Costiera e della Marina Militare».

Verso  Lampedusa anche la Ocean Viking con a bordo 245 migranti soccorsi nei giorni scorsi al largo della Libia.

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